Nell’ambito di Prospettiva 2: Improvviso, Notte. Cavallerizza Reale, Torino (11 novembre)
10 / 11 / 2010
ore 20.30 - Prologo Nello spazio del foyer della Cavallerizza Reale - Manica Corta sono installate immagini di vita scenica del progetto europeo La favola dell’Usignolo 2004. Gli spettatori cominciano da qui il viaggio di Improvviso, Notte. E possono entrare e tornare, andare e venire tra sala teatrale: spazio scenico esposto mutilato della carne d’attore, del sangue del regista -un’assenza esposta- e lo spazio/foyer: apparizioni video, pezzi d’occasione, presenza di opere e... ...entrare e uscire dai due spazi: un viaggio, una relazione, una esposizione, una conversazione scenica.
ore 21.15 - Primo movimento (10’) Lo spazio scenico è abitato da un grande tavolo. Seduta al tavolo di fronte al pubblico appare la figura di Notte_Donna con benda Carla Tatò, l’attrice. Carlo Quartucci, il regista, la contempla e osserva l’immagine dal lato sinistro della scena. Tre opere di vita scenica appaiono, presenze e assenze inquietanti: Notte di Jannis Kounellis; Platea di Giulio Paolini; Quijote di Mimmo Paladino. Uno schermo sul muro di fondo. E Notte_Donna con benda lascia cadere stille di parole, evoca paesaggi di vite sceniche oltre... E il regista chiama immagini sonore e visive in fratellanza con il “suo” Krapp… Musica e silenzio. Silenzio e parola. Edificio scenico/spazio/immagine.
Secondo movimento (15’) Quartucci si muove verso il tavolo e si siede a destra del tavolo e di chi guarda. Legge frammenti, parole di vita scenica di Notte. Contrappunto poetico di Tatò. Lingue/linguaggi: le sequenze dialogiche costruiscono un percorso di vita scenica ininterrotto. Immagini evocate scorrono sullo schermo, esplose. Una conversazione scenica.
Terzo movimento (15’) Musica. Tatò donna con benda_Notte si muove nello spazio e va a sedersi a destra del tavolo di chi guarda. È allora che traspaiono “vivi” pensieri, frammenti, parole, figure che si scolpiscono. Quelle di mille storie che progettano un viaggio di vita scenica infinito. Sullo schermo vengono proiettate le immagini teatrali evocate dalle parole. Scena di conversazione.
Quarto movimento (10’) Silenzio: Tatò si toglie la benda, prende la postura del Lettore a destra del tavolo di chi guarda. Quartucci siede al centro del tavolo di chi guarda ed è l’Ascoltatore: Improvviso dell’Ohio di Samuel Beckett. Il Lettore Tatò legge, l’Ascoltatore Quartucci ascolta e batte le nocche. Viaggio teatrale nel progetto di Notte, Improvviso beckettiano dentro l’improvviso notturno torinese per Prospettiva: il doppio che si moltiplica all'infinito, due corpi scenici complici ora detti da un linguaggio drammaturgico troppo umano. Buio: Quartucci e Tatò si alzano ed escono di scena.
Luce: l’Ascoltatore e il Lettore sono scomparsi. Buio.
Epilogo (15’) Start: immagini de La favola dell’Usignolo_epilogo. I linguaggi della scena esposti e progettati in viaggio: video, drammaturgia, i corpi scenici dei due artisti, poesia, musica, movimento, da diversi punti di vista, sono i protagonisti di Improvviso, notte.
La compagnia Teatr’arteria di Carlo Quartucci e Carla Tatò
Aiuto regista e assistente alla direzione Gianmarco Mecozzi Direttore organizzativo Antonino Quartucci
In collaborazione con Università degli Studi di Torino CRUT Dams Università degli Studi Roma Tre Dams
Info giovedì 11 novembre 2010 Cavallerizza Reale -Manica Corta (va Verdi, 9 -Torino)
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