Nuovo video alla Gam di Torino: ''Lucignolo'' di Elisabetta Benassi (19 aprile-14 maggio)
19 / 04 / 2011 - La Videoteca GAM presenta le opere realizzate in occasione dell’edizione Video di Eco e Narciso, Programma di Arte Pubblica della Provincia di Torino, a cura di Rebecca De Marchi ed Elena Volpato. Il primo dei sei video realizzati, Lucignolo di Elisabetta Benassi, sarà visibile dal 19 aprile al 14 maggio.
Lucignolo è il nome che nel campo delle lavorazioni tessili si dà al filo di lana prima che venga ritorto. Possiede una consistenza vaporosa e fragile, tale che il filo si spezza alla minima tensione. Dopo che le mani o le macchine dell’industria tessile lo hanno ritorto in innumerevoli giri, quello stesso filo acquista una resistenza inaspettata ed è pronto per essere usato in lavorazioni successive. Lucignolo però è anche il nome del bambino che nel racconto di Collodi incontra Pinocchio nel Paese dei Balocchi e vi si perde. Non è nota l’origine di questo nome, ma è affascinante l’idea di un parallelismo tra il filo non preparato, troppo debole, e il personaggio del bambino che insegue con ingenuità i propri sogni trascurando di formarsi alla vita. Ed altrettanto affascinante è l’immagine dello stoppino della candela, della vita che si consuma in una fiamma subitanea ma effimera.
L’opera di Elisabetta Benassi è interamente girata all’interno del ventre meccanico del feltrificio Crumière di Villar Pellice. Il prepotente dato sonoro che investe lo spettatore dell’opera è il medesimo che accoglie il visitatore della fabbrica dove i telai antichi e quelli più recenti si muovono con regolarità minacciosa al ritmo ossessivo del lancio della navetta. I mille ganci armati coi fili dell’ordito ricordano i fanoni della balena di Collodi, mentre le operaie preparano con operazioni meticolose e pazienti la foga con cui la macchina aggredirà il lavoro.
Il ritmo compositivo sembra rispondere ad una regola binaria. È lento, fluido e silenzioso quando l’obiettivo si sofferma sul dato naturale della materia: il feltro, la lana e il cotone, e le colle usate per irrobustire il tessuto. È invece sincopato, incalzante e assordante, quando nell’inquadratura entra il movimento implacabile dei telai, delle cardatrici, delle macchine che ritorcono e di quelle che creano candide spolette di filo. L’opera crea così un’alternanza tra la fabbrica al lavoro e la poesia più soffusa dei momenti di pausa, ritratti attraverso immagini di oggetti e strumenti inanimati e di materia lasciata a riposare.
L’opera si chiude sull’immagine più onirica e insieme paurosa: il volto di un operaio visto in primo piano, attraverso l’effetto deformante dei vapori liberati dal calore intenso delle colle. Difficile non pensare ad un ultimo riferimento all’universo di Lucignolo, ad una evocazione del personaggio di Mangiafuoco, colui che si nutre del fuoco che consuma la vita altrui, ritratto come prigioniero in una di quelle case degli specchi che si trovano nei lunapark e nella realtà ingannevole del Paese dei Balocchi.
Elisabetta Benassi Lucignolo, 2010 15min. 11sec. DVD Blu-Ray
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