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Pasto Completo (per 4) in macelleria a 6 euro (fino al 30 novembre)

L’iniziativa, in vigore dal 20 settembre, si concluderà il 30 novembre prossimo.

IL PASTO COMPLETO: è questo il titolo dell’iniziativa mirata a fronteggiare le difficoltà di molte famiglie torinesi in una situazione di “caro prezzi” che sta mettendo da tempo in grave crisi il mondo dei consumatori e parallelamente quello della distribuzione commerciale.
Il progetto, promosso dalle Associazioni Macellai di Torino e del Pinerolese aderenti all’Ascom provinciale, vede il sostegno ed il patrocinio del Comune di Torino (insieme ai Comuni di Pinerolo, Bricherasio, Torre Pellice, Osasco, Perosa Argentina, Pomaretto e Cantalupa) e la collaborazione della Camera di Commercio torinese.
Nelle 112 macellerie aderenti all’iniziativa (il collegamento all'elenco completo lo si trova a fine articolo), riconoscibili dalla specifica locandina affissa in vetrina, si potrà fare la spesa, per una famiglia media di 4 persone, al costo di soli 6 Euro.
In una busta offerta dal Comune, con tanto di loghi promozionali dell’iniziativa e dei soggetti coinvolti, il macellaio di fiducia inserirà:
4 svizzerine da 100 grammi cadauna
250 grammi di prosciutto cotto nostrano
500 grammi di pasta
un vasetto di yogurt
Certo – spiega Sergio Demo, presidente dei Macellai torinesi – non è questa la panacea di tutti i mali, ma di sicuro é per noi un passo importante, un primo passo per un grande obiettivo, quello di dare una mano in qualche modo alle famiglie che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Questo è il vero spirito dell’iniziativa, di cui andiamo particolarmente fieri. E’ bene far capire alla gente che l’immagine di ‘affamatori del popolo’ non si addice alla nostra, così come non si addice alle altre categorie del commercio. E’ un’immagine distorta, scorretta, che porta lontani dalle vere cause del fenomeno del ‘caro-prezzi’. Inutile negarlo: la crisi c’é. Ed è una crisi che oggi colpisce vasti strati del sociale. La nostra iniziativa servirà ancora una volta ad andare incontro, all’avvio di un autunno che si preannuncia particolarmente caldo, ai nostri clienti e ai consumatori in genere che sono il nostro patrimonio più prezioso”.

Per noi macellai del resto – prosegue Mauro Fornero, presidente dei Macellai del Pinerolese- è un impegno economico non da poco, basato esclusivamente sulla disponibilità del singolo a dare un segnale di attenzione alla nostra clientela. E’ anche importante sottolineare che i prodotti contenuti nella busta sono tutti nostrani, in arrivo dalla provincia torinese e da aziende assolutamente garantite per l’alta qualità e la professionalità”.

Un paniere di prodotti di qualità a 6 euro – spiega da parte sua l’Assessore al Commercio del Comune di Torino, Alessandro Altamura - è un’altra iniziativa che aiuta i consumatori, in un momento di difficoltà per anziani, single e, naturalmente, per le famiglie. L’accordo raggiunto con l’Ascom, l’Associazione Macellai di Torino e del Pinerolese e la Camera di Commercio, si aggiunge e rafforza le azioni finalizzate a calmierare i prezzi”.
Non è la prima iniziativa del genere -continua l’Assessore-. Già lo scorso inverno, l’Amministrazione comunale, in accordo con le associazioni di categoria, aveva promosso la vendita di hamburger a 8 euro al chilogrammo. Il tutto con un occhio attento anche alla riduzione dei costi di trasporto. Si tratta, infatti, di merci provenienti da Torino e provincia. Un risultato molto positivo, che segna un ulteriore passo avanti nella direzione del contenimento della spesa destinata al consumo”.

Un plauso allo “spirito etico e sociale” dell’iniziativa promossa dai Macellai torinesi e pinerolesi viene anche dalla Presidente dell’Ascom torinese, Maria Luisa Coppa, che non risparmia una forte critica a “proposte impercorribili”, come quella, ultima in ordine cronologico, di “invitare i consumatori a rivolgersi direttamente ai produttori agricoli per risolvere il problema prezzi”.

Si tratta -spiega la Coppa- di una scorciatoia che non giova a nessuno. Meno che mai agli agricoltori che dovrebbero improvvisarsi a fare un lavoro che non è il loro, senza per altro essere obbligati a rispettare norme -fiscali ed igieniche- che i commercianti sono invece chiamati a rispettare con rigore. Ma attenzione! Una proposta del genere non offre neppure soluzioni valide ai consumatori. Chi potrebbe loro garantire la qualità dei prodotti che trovano invece certificata fino all’eccesso lungo la filiera e nei nostri negozi? E chi potrebbe proteggerli da un eventuale -non sarebbe poi così improbabile- aumento ingiustificato dei prezzi applicato fin dalle origini?Interessante a questo proposito l’articolo apparso ieri sul ‘Sole’

Non è questa -conclude la Presidente Ascom- la via da seguire per uscire dal guado inflattivo. Né ci pare corretto affrontare il problema creando pericolose contrapposizioni fra categorie. Io credo che, per superare la crisi e far ripartire i consumi, la distribuzione commerciale (anche attraverso proprie singole categorie che in questi giorni, come Associazione stiamo puntualmente interpellando) stia da tempo facendo la sua parte. Ciò a cui dobbiamo puntare é arrivare ad un ‘patto’ condiviso da tutta la filiera. Cui non possono mancare di intervenire anche la parte politica e le Istituzioni nel loro complesso”.

(Fonte Ascom Torino)

25 / 11 / 2008

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