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Per i 150 anni dell'Unità, spettacoli low cost a teatro (14 marzo-27 maggio)


Per i 150 anni a teatro low cost. Dal 14 marzo al 27 maggio a Teatro Solferino. Un accattivante Programma di drammaturgia contemporanea.
Da Pirandello a 1000 anni di storia letteraria italiana, al 150° a Giuseppe Verdi, Guido Gozzano e Primo Carnera.
Al mattino, in pausa pranzo e di sera al Teatro Alfieri di Torino e Parlo italiano festeggia la 150esima replica all’Erba!!!

01 / 03 / 2011 - Tre prime assolute e due riprese a grande richiesta per la programmazione low cost della Sala Solferino (al Teatro Alfieri di Torino) dal 14 marzo al 27 maggio. Un’ulteriore ripresa, il baby best seller Parlo italiano festeggia la replica numero 150 al Teatro Erba il 12 aprile ore 21.
Sei interessanti appuntamenti, dunque, al mattino, in pausa pranzo e alla sera per ripercorrere storia, letteratura e grandi personaggi del nostro patrimonio nazionale grazie agli artisti della Compagnia Torino Spettacoli.

ITALIA 150°
scritto e diretto da Davide Gastaldo
con Alberto Barbi, Isabella Astegiano, Lucrezia Collimato e Alberto Greco
Davide Gastaldo è autore e regista di un percorso teatrale che ripropone momenti salienti e curiosità inattese dai 150 anni della storia d’Italia: la ripresa Italia 150°, ricordando la nostra storia.
Lo spettacolo, di struttura multimediale, ripercorre la storia del nostro Paese, dalla sua nascita al referendum repubblicano. Scene recitate richiamano episodi della nostra storia: eventi celebri trattati talvolta con ironia (la presa di Porta Pia vista da cinici domestici del Vaticano), talvolta con crudo realismo (le lettere di commiato dei disertori condannati a morte nella seconda guerra mondiale), ma anche aspetti meno noti del nostro passato, come la tratta di giovani italiane mandate in Paesi esotici con la promessa di un’occupazione onesta trovatesi poi a doversi prostituire. Alla prosa si alterna la musica, il canto: stupende melodie senza tempo (Addio mia bella addio, Lili Marlen,…) o anche semplici “canzonette”, ingenue o politicizzate (1000 lire a mese, Giovinezza) che sono però diventate testimonianze di un’epoca. Il tutto raccontato con ritmi dinamici e modi diretti, senza la pretesa di voler spiegare la storia di un Paese, ma con l’intento di incuriosire, divertire e magari a tratti commuovere l’auditorio, con dei "pezzetti" del nostro passato che troppo spesso non conosciamo abbastanza bene. In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, questo spettacolo vuole essere un invito a guardare con più interesse e curiosità al nostro passato.

Repliche e prezzi: Sala Solferino (T.Alfieri)
14, 15 e 18 marzo ore 12.45 per la rassegna Mezzogiorno a teatro (posto unico € 2)
15 e 18 marzo replica anche alle ore 10 per Solferino di Mattina (posto unico € 5)
16 e 17 marzo ore 13.45 per la rassegna Mezzogiorno a teatro (posto unico € 2)
dal 22 al 25 marzo ore 21 per la rassegna Solferino di Sera (p.unico € 8 - ridotto abbonati, convenzionati e gruppi di almeno 10 persone € 6)

L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA
a cura di Enrico Fasella da Luigi Pirandello - regia Enrico Fasella - con Luciano Caratto e Guido Teppa
Enrico Fasella e Luciano Caratto, impegnati rispettivamente come regista e protagonista, affrontano L’uomo dal fiore in bocca, ripresa in collaborazione con il Teatro del Baratto, una delle più straordinarie pagine del teatro pirandelliano: l’attesa dell’incontro con una morte certa. Atto unico, scena drammatica: un uomo che parla ed un altro che ascolti intervenendo di rado, con battute ovvie e banali, alle considerazioni amare del primo, che rivelano terribili verità. L’uomo infatti è in attesa di morire (il "fiore in bocca" è una tumore mortale che gli ha aggredito il labbro superiore) e proprio la vicinanza della morte ha reso più lucida in lui la capacità d’indagare il mistero della vita per penetrarne l’essenza. Gli ha conferito insomma una sorta di chiaroveggenza grazie alla quale individuare aspetti dell’esistenza che agli altri uomini, che non vivono la vita con il suo stesso distacco, sono incomprensibili. L’altro, infatti, è un uomo come tanti, a cui la monotonia e la banalità del vivere, del quotidiano,hanno appannato la mente. L’uomo col fiore in bocca, invece, ha compreso la futilità e la convenzionalità del vivere quotidiano e borghese: ciò lo rende amaramente ironico e nel contempo consapevole che, oltre questa vanità di forme,c’è soltanto il nulla, il vuoto assoluto. Così si tuffa quasi con avidità nella vita quotidiana, per gustare la banalità dei particolari più piccoli e insignificanti, per convincersi della loro vanità e soffrire meno della morte imminente. L’uomo, con la sua apparente follia, ha escogitato una strategia che gli consenta di sopravvivere all’ombra della morte che si è allungata su di lui. Tutto il dramma è dominato da un forte senso di incomunicabilità e solitudine.

Repliche e prezzi: Sala Solferino (T.Alfieri)
30 e 31 marzo e 1 aprile ore 21
(p.unico € 8 - ridotto abbonati, convenzionati e gruppi di almeno 10 persone € 6)

PARLO ITALIANO
di Germana Erba e Irene Mesturino - regia Guido Ruffa - con Girolamo Angione
Non era esattamente il 1861 ma il 2005...
E il nostro spettacolo Parlo italiano vedeva la luce per la prima volta come “piccola e preziosa scommessa culturale” con il sottotitolo “1000 anni di storia letteraria italiana in 90 minuti”.
Sono passati sei anni da quando è iniziata l’avventura e nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, Parlo italiano -che festeggia 150 repliche!- acquista un valore aggiunto. Celebrare l’unità d’Italia significa infatti riscoprire quel lungo e travagliato percorso che ha attraversato il popolo italiano nella ricerca di un’unica identità. Che trova forma espressiva innanzitutto nella lingua e, attraverso la lingua, nella letteratura. L’excursus rapido ed essenziale quanto emozionale di Parlo italiano può essere letto come desiderio di sentirsi italiani; è un veicolo per comunicare anche ai più giovani il senso di una ricorrenza così importante nei modi coinvolgenti e accessibili del teatro. Parlo italiano, così come è stato pensato e strutturato e grazie all’evoluzione a contatto con il pubblico e con i pubblici, si riaggancia ai modi e ai linguaggi delle nuove generazioni col risultato che pur guardando al passato, crea un ponte vivo e attualissimo con l’Italia di oggi.
Si tratta di una vera “scommessa” per una cultura letteraria offerta al pubblico attraverso i mezzi teatrali ad abbassare -dove possibile ad annullare- le barriere della fruizione delle dimensioni appunto letteraria e teatrale. Lo spettacolo ci permette di incontrare, in modo informale e brillante, 1000 anni di storia letteraria italiana, in un excursus che, dalla parola -oltre la parola- conduce a temi, motivi, ispirazioni artistiche e movimenti culturali che hanno intessuto la nostra letteratura, dal primo documento in volgare a oggi. La proposta, nata nella fucina di creatività e buon artigianato di Torino Spettacoli è frutto del lavoro di attori, registi, autori e spettatori, tutti ospiti di un momento di incontro privilegiato, ritagliato nella frenesia del giorno e dedicato, tutto e solo, a ognuno di noi. L'interpretazione è affidata agli attori di Torino Spettacoli, curiosamente guidati da Girolamo Angione, regista, drammaturgo e docente che ha creduto nell'operazione tanto da impegnarsi come attore, interpretando il ruolo del protagonista, il professore alle prese con un ragazzo non troppo preparato...

Repliche e prezzi: Teatro Erba
12 aprile ore 21 (p.unico € 8 - ridotto abbonati, convenzionati e gruppi di almeno 15 persone € 5)
13 e 14 aprile ore 10 (posto unico € 5)

VIVA V.E.R.D.I.
novità di Sandro Cappelletto - con Adriana Innocenti e Piero Nuti
Tra i più grandi sostenitori di un teatro-incontro, capace di aprirsi al pubblico di oggi, di educare ma anche di ascoltare l’interlocutore-spettatore, troviamo Piero Nuti e Adriana Innocenti, coppia storica del teatro italiano che si cimenta con una nuova “miniatura”, appositamente commissionata: la nuova produzione Viva V.E.R.D.I., firmata dal giornalista, scrittore per il teatro e per il teatro musicale Sandro Cappelletto, che ci permette di incontrare un grande della musica: Giuseppe Verdi.
A Sandro Cappelletto il compito di presentare il suo nuovo lavoro: “Lui ha un dubbio: e se l’Italia fosse stata anzitutto una sua invenzione, diventata poi realtà passando dal melodramma alla politica? Se adesso che la nazione è stata finalmente fatta, lui avesse perduto l’ispirazione? Lei ammazza il tempo, prova a buttarla in ridere, si traveste e gioca a fare i suoi personaggi, lo provoca, lo canzona, per ravvivare l’aria di casa. Ma da quando Giuseppe è diventato così scontroso, in famiglia il clima si è fatto pesante. Villa Verdi, anni Ottanta dell’Ottocento. Dopo Aida, prima di Otello.Siamo ospiti della coppia, di Giuseppe e Giuseppina. Lui è scontroso, irritabile, “una barba di uomo”. Idee convincenti per un’opera nuova ancora non ne ha, mentre l’uomo nuovo del momento è diventato Wagner: cabalette e zum-pa-pa sono andate fuori moda. Se appena ripensa al coretto delle Zingarelle dal Trovatore, gli si gonfia la bile. Per accontentare Cavour ha fatto anche il deputato, al Parlamento di Torino, ma non si è divertito per niente e adesso la tassa sul macinato imposta dal Governo lo rende furioso. Quando a 17 anni aveva chiesto di entrare nella Guardia Repubblicana di Busseto, si immaginava un altro futuro per la patria che ancora non c’era. Pensa e ripensa, Giuseppina ha un’idea, ha trovato un nuovo soggetto che lo appassionerà, perché per realizzarlo dovrà scavare ancora, e molto a fondo, nel cuore degli uomini. Con tutta la sua saggezza, e senza più illusioni. Questo lavoro è dedicato ad Adriana Innocenti e Piero Nuti, alla loro gioia incontenibile di fare teatro, che sanno meravigliosamente comunicare, che ci fa bene”.

Repliche e prezzi: Sala Solferino (T.Alfieri)
4, 5 e 8 aprile ore 12.45 per la rassegna Mezzogiorno a teatro (posto unico € 2)
6 e 7 aprile ore 13.45 per la rassegna Mezzogiorno a teatro (posto unico € 2)
dall’11 al 15 aprile ore 21 per la rassegna Solferino di Sera (p.unico € 8 - ridotto abbonati, convenzionati e gruppi di almeno 10 persone € 6)

ADDIO MIA BELLA SIGNORA (OMAGGIO A GUIDO GOZZANO)
scritto, diretto e interpretato da Enrico Fasella
Il testo Addio Mia Bella Signora, Guido Gozzano tra parole e musica, con musiche e canzoni a cura di Enrico Messina, permette di scoprire la figura del poeta e dandy torinese.
“Rileggo ogni giorno la tua lettera, con una grande malinconia. E indugio nella risposta, preso da un’indolenza dolorosa: forse perché non so bene come dirti...Da molti giorni sono in casa ed ho l’anima morbosamente assopita, incerta di tutto come in un sogno”.
Di Guido Davide Gustavo Riccardo Gozzano, si sa molto, quasi tutto. La sua biografia è stata indagata, raccontata, rivisitata, sferruzzata. Memorie, ricordi di amici e conoscenti, ma anche studi, più o meno recenti, ne hanno setacciato persino gli aspetti più reconditi, riflessi e implicazioni talvolta stravaganti. Difficile immaginare pertanto di poter incontrare in un nuovo ritratto qualcosa di davvero inedito o di sconcertante e, perché no, scandaloso sul suo conto.
L'opera poetica di Gozzano ha sempre rivelato una capacità di struggimento e di corrosione che non ha eguali nella poesia italiana tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del nuovo secolo. Addio mia bella signora non si prefigge di essere un intrattenimento didascalico o una sintesi biografica,ma di intrattenere il pubblico offrendo i versi del giovane Guido con canzoni dell'epoca ,disegnando in una sorta di cabaret letterario la storia di uno dei nostri maggiori poeti. Una affettuosa intensa rievocazione di un personaggio, di un epoca e di una Torino che non solo vive ancora nell'immaginario storico dei piemontesi ma di tutti gli italiani. Far rivivere in parte le persone reali che si celano dietro i personaggi più conosciuti delle sue liriche, insieme al timbro di un'Italia borghese e crepuscolare e al volto di una città assorta e vivace, colta in uno dei suoi momenti più vitali.

Repliche e prezzi: Sala Solferino (T.Alfieri)
2, 3 e 6 maggio ore 12.45 per la rassegna Mezzogiorno a teatro (posto unico € 2)
4 e 5 maggio ore 13.45 per la rassegna Mezzogiorno a teatro (posto unico € 2)
dal 9 al 13 maggio ore 21 per la rassegna Solferino di Sera (p.unico € 8 - ridotto abbonati, convenzionati e gruppi di almeno 10 persone € 6)

CARNERA E LA TEMPESTA
scritto, diretto e interpretato da Alberto Barbi
Nell’ambito della valorizzazione del patrimonio sommerso, l ’autore e regista Alberto Barbi, che fa parte del nucleo artistico stabile di Torino Spettacoli ormai da parecchi anni, dopo averci guidato nella sua stessa storia personale e nella grande storia della Seconda Guerra Mondiale attraverso lo spettacolo Famiglia in guerra e dopo averci fatto incontrare il ciclista “maglia nera” Malabrocca, ci presenta ora la figura del pugile Primo Carnera, in un testo appositamente commissionato da Torino Spettacoli: Carnera e la tempesta. Primo Carnera è una figura che ha generato, negli anni, una mitologia molto particolare: ricordato da tutti come un pugile potente più che abile, rimane vivo nella memoria collettiva come pochi altri atleti di quegli anni. Sono nate leggende sulla sua infanzia, quasi fosse un novello Eracle, viene ricordato come un pugile dal pugno che uccide, come un uomo dalla forza straordinaria, quasi quanto le sue misure. Su di lui sono stati scritti libri e fumetti, sono stati fatti sceneggiati televisivi, sono stati aperti musei. Ma qual è la verità? Carnera, chi era costui? Campione del mondo di pugilato, fenomeno da baraccone, eroe del proletariato, icona fascista, bruto ignorante, amante di Dante e della lirica, mendicante, malato, uccisore di uomini, bufala giornalistica. Tante definizioni hanno accompagnato Primo Carnera nel corso della sua vita, eppure nessuna di queste è sufficiente per descrivere un uomo che ha fatto della forza di volontà di chi lotta contro le avversità la sua vera caratteristica principale. La vita stessa ha preso a pugni Primo carnera e solo un uomo come lui avrebbe potuto restare a testa alta di fronte a tutto quello che gli è successo.
Questo spettacolo è un viaggio che, partendo dall’incontro col quale perde il titolo di campione del mondo dei pesi massimi e seguendone le sue 11 estenuanti riprese, racconta la vita di un uomo unico e di come abbia saputo resistere, anche nella tempesta. Undici riprese per raccontare gli anni della giovinezza e la guerra, l’espatrio, le sue esperienze in viaggio con il circo, i primi contatti con la boxe. E poi ancora i debiti, le truffe dei suoi manager, il matrimonio mancato, l’abbandono da parte del fascismo, la povertà, la malattia. Undici riprese per raccontare come, a volte, l’uomo sia più grande del campione.

Repliche e prezzi: Sala Solferino (T.Alfieri)
16, 17 e 20 maggio ore 12.45 per la rassegna Mezzogiorno a teatro (posto unico € 2)
18 e 19 maggio ore 13.45 per la rassegna Mezzogiorno a teatro (posto unico € 2)
dal 23 al 27 maggio ore 21 per la rassegna Solferino di Sera (p.unico € 8 - ridotto abbonati, convenzionati e gruppi di almeno 10 persone € 6)

Quando?
dal 14 marzo al 27 maggio 2011

Dove?

  • Teatro Alfieri
    p.za Solferino 4, Torino
Info
  • Teatro Erba
    c.so Moncalieri 241, Torino
    tel 011.6615447
  • Teatro Gioiello
    via Colombo 31, Torino
    tel 011.5805768
  • Teatro Alfieri
    p.za Solferino 4, Torino
    tel 011.562.38.00

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