Prezzo del latte: non c'è intesa fra allevatori e industria
Si è chiusa senza risultati la riunione del Tavolo latte, convocata il 3 settembre scorso nella sede dell’assessorato all’Agricoltura. La parte agricola è partita dalla richiesta di 0,42 euro per litro, il prezzo di marzo 2008, sottoscritto nell’ultimo accordo integrativo. Durante la seduta è emersa l’indisponibilità della parte industriale a trattare il prezzo del latte. Un nuovo incontro è previsto tra 15 giorni.
Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti Torino:
“Abbiamo sottolineato che da troppi mesi i produttori consegnano il latte all’industria senza avere certezza sul prezzo. L’acconto è stato fissato unilateralmente dagli industriali, senza confronto con gli allevatori. Se non si arriverà a breve a siglare un accordo con gli industriali, noi chiediamo che i produttori siano liberi di scegliersi gli acquirenti. Riteniamo che non sia più possibile vincolare così le aziende agricole. L’obbligatorietà di conferimento in base al solo acconto non ha senso: in mancanza di un accordo comune il latte si deve ritenere libero al miglior offerente”.
Emilio Fugazzi, direttore Coldiretti Torino:
“La mancanza di una certezza contrattuale sta minando il futuro delle aziende che producono latte. Negli ultimi dieci mesi sono lievitati i costi fissi e di produzione. A sei mesi dall’inizio della campagna produttiva 2008-2009 gli allevatori dispongono della sola certezza di un misero acconto che potrebbe addirittura essere ridotto con il conguaglio: davvero è una situazione non sostenibile. Un’incertezza che non permette agli imprenditori di affrontare le scadenze autunnali dei mutui. Non è neppure possibile programmare altri investimenti nell’ambito del nuovo Programma di sviluppo rurale”.
Riccardo Chiabrando conclude:
“La soluzione della vertenza latte passa anche attraverso la discussione di tutti i passaggi che vanno dalla stalla alla tavola. Il mondo della politica ha una responsabilità grande: quella di riconsiderare i meccanismi della formazione del prezzo e della ripartizione dei margini all’interno di tutta la filiera”.
(Fonte Coldiretti Torino)
06 / 09 / 2008
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