Recensione: Come due stelle nel mare, di Carlotta Mismetti Capua (Eco del Libro)
10 / 01 / 2012 - Recensione numero quarantuno per il settimanale appuntamento con la lettura da noi consigliata, attraverso la rubrica "Eco del Libro".
Alla vigilia di un Natale si possono fare incontri speciali. Incontri che ti fanno capire come va il mondo e ti fanno riflettere: la vita che tu vivi è diversa dalle tante che incroci per strada, che assapori nell’intimità della tua casa, che apprezzi per il carico di umanità. Hai il mondo ai tuoi piedi ma poi certi incontri sono un pugno nello stomaco; ti possono stordire o farti reagire, comprendere che la realtà opulenta nella quale vivi non è la sola realtà.
E’ questo in fondo ciò che prova la protagonista del romanzo “Come due stella nel mare”. Protagonista vera Carlotta Mismetti Capua, giornalista. Un incontro, pochi giorni prima del Natale, su un autobus a Roma, quattro ragazzini sporchi e sciupati. L’autobus porta alla Piramide, un angolo della Città Eterna. Da qui partono i treni per il mare, si entra nella città antica, ma tutto questo i quattro ragazzi non lo sanno; vengono da lontano, molto lontano. La reazione degli altri passeggeri del tram è la solita, non si avvicinano ai ragazzi, si lamentano per il puzzo che emanano. Carlotta invece cerca un contatto, si avvicina per cercare di capire da dove vengono, perché stanno lì in quell’autobus. Inizia a parlargli in inglese e scopre l’amara verità: sono ragazzi afgani. Questi piccoli uomini, a piedi e con altri mezzi di fortuna, sono giunti a Roma. Un viaggio della speranza, un percorso lungo 4950 chilometri da Tagab a Roma. Tagab un luogo mai conosciuto, un luogo che forse non si trova neanche nelle cartine geografiche, ma un mondo che esiste e dove si vive come si può, anzi, si sopravvive rischiando ogni giorno di essere catturati nella rete della schiavitù. Carlotta con dolcezza cerca di catturare la fiducia di Abdul, Akmed, Moh e Madhamat e dargli un po' di tranquillità. Per tutta risposta, nonostante le loro terribili esperienze, i ragazzi afgani sembrano aprirsi a lei. Carlotta inizia ad aiutarli. Si rivolge alla Caritas, per fargli trascorrere una notte al caldo ma i centri della Caritas sono pieni. Le viene in mente di portarli a casa ma è sconsigliata perché potrebbe incappare in una denuncia per tratta di bambini stranieri. Scoraggiata dà loro dei soldi e qualcosa da mangiare con l’impegno di rivederli il giorno seguente. All’appuntamento però torna solo uno di loro, Akmed. Carlotta non si dispera e cerca di aiutare Akmed e di trovargli un luogo dove ricominciare a vivere e sperare. Entra in un nuovo mondo, il mondo dei clandestini e inizia a fare i conti con una burocrazia che nel nostro Paese non aiuta chi ha davvero bisogno e che impone un’unica legge, quella del pregiudizio. Non aggiungiamo altro, la sensazione che si ha come lettore è che l’autrice lo prenda per mano e lo faccia entrare in una realtà che grazie ad una attenta e ficcante scrittura lo coinvolgerà per il sano realismo che ne trasuda e l’amarezza che costruire un mondo migliore è possibile ma pieno, troppo pieno, di ostacoli dasuperare!
(Dario De Vecchis)
Come due stelle nel mare di Carlotta Mismetti Capua Piemme Voci 136 pagine 15 euro
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