
Chi mai poteva riaprire il campionato?
Chi mai poteva ridimensionare le ambizioni della supponente capolista?
La Juventus, signori, una squadra e una società il cui orgoglio, la cui fierezza, vanno al di là della retorica da letteratura popolare.
Quando la zazzera bionda della furia ceca, fischiatissima, si rialza dopo essere crollata sotto l’urto dell’avversario e riprende imperterrita la sua corsa, sanguinante e frastornato, ci si rende conto che i colori bianconeri che dipingono il campo non sono solo magliette che si muovono su un prato, ma un forza che la Storia perpetra nel tempo.
Questa è la sintesi di Inter Juventus del 22 marzo 2008.
L’indomita e orgogliosa Vecchia Signora espugna la casa dell’avversario più odiato, colui che attraverso giudici, processi sommari, ispettori in odor di sospetto, ha estorto quanto sul campo meritatamente vinto negli anni passati.
Non che una vittoria possa lenire il dolore per il torto e i danni subiti, ma un segno lo lascia.
La Juventus vince e ancora una volta con la forza dell’orgoglio, della classe, della volontà.
L’orgoglio, la determinazione, l’abnegazione dei Chiellini, una prova maiuscola la sua, dei Grygera, mai disattento, dei Saliahamidzic, indomabile.
La classe di Capitan Del Piero, che assist sul gol di Trezeguet!
La volontà del ceco Pavel e dell’oriundo Muro German, irriducibili sempre.
L’Inter inizia la partita, dettando le regole del gioco. I più forti sono loro e la palla la gestiscono loro. Giusto per capirsi, 40 secondi Maicon scende sulla destra crossa e Chivu incoccia male la sfera, buttandola fuori.
L’Inter prende in mano il pallino del gioco, quasi per tutto il primo tempo, ma la Juve non si lascia affondare. La difesa regge, un ottimo Sissoko compensa un inizio molto incerto di Camoranesi, coprendo e rilanciando.
La Juve dà segnali di esserci al 10° minuto, quando su cross di Nedved Del Piero batte a rete, ma trova Julio Cesar che alza sopra la traversa.
L’Inter ha un occasionissima al 27° quando su punizione di Jimenz, Burdisso a due metri da Buffon non riesce a indirizzare a rete di testa e sul proseguo Stankovic di testa colpisce la traversa.
È l’azione più pericolosa dell’Inter nel primo tempo, a cui risponde un fraseggio Camoranesi Del Piero, il cui cross, taglia l’area senza che il Re Leone Trezeguet ci arrivi.
Al 41° Ibrahiovic ci prova su punizione, ma il portiere più forte del mondo la respinge in angolo da terra. Potrebbe essere apparso ininfluente il buon Gigi Buffon questa sera, ma è proprio in queste partite che si sente il peso del Miglior Portiere del Mondo: quando l’avversario crossa e si sa già che il pallone verrà preso dal portiere, quando tira e il portiere non si lascia ingannare, quando rilancia, ma l’uscita del portiere è perfetta e tempestiva a spezzare ogni velleità. Oggi, anche senza miracoli, si è visto quanto Buffon sia indispensabile per la Juventus.
Il secondo tempo risulterà più vibrante del primo.
Dopo pochi secondi si capisce che la Juve ci crede.
Cross di Grygera da destra e il connazionale Nedved batte di prima in porta, Julio Cesar ribatte.
Al 4° minuto Molinaro ruba palla a centrocampo, taglia dentro e trova Camoranesi, probabilmente in fuorigioco, l’italo-argentino si ritrova a tu per tu col portiere nerazzurro e con una freddezza da fuoriclasse lo buca sotto le gambe: GOL. Inter 0 Juventus 1.
La Juventus c’è. La partita cambia andamento. La Juventus lascia l’iniziativa all’Inter, ma diviene padrona del campo.
L’Inter, che comunque non sta giocando male, si affida alla velocità di Suazo, subentrato a Jimenez.
Il nuovo entrato al 10° minuto vola in ripartenza dalla propria area, pare inafferrabile, ma alla fine non riesce a concludere a rete.
Due minuti più tardi sempre l’Honduregno imbeccato da Ibrahimovic spara alto.
SI arriva al 17° e la Juventus confeziona un ennesimo capolavoro firmato dalla premiata ditta Del Piero Trezeguet. Il primo riceve in verticale da Camoranesi, senza esitare di esterno destro prolunga verso il centro dell’area, dove come un falco arriva il francese, che, nonostante l’estremo tentativo di Burdisso, si coordina e al volo di sinistro buca Julio Cesar. Un capolavoro. La Juventus raddoppia.
La squadra bianconera da questo momento pare in grado di tenere le redini della partita.
Al 21° Del Piero, in una forma sempre più impressionante, partendo dalla destra lascia sul posto Materazzi, si accentra e scaglia rasoterra, ma Julio Cesar è sempre attento e respinge.
Al 36° nuovamente Del Piero, oggi sugli scudi, riparte da metà campo, scambia con Trezeguet, si ritrova di fronte Julio Cesar, che è bravo a non sbilanciarsi e a ribattere nuovamente il tiro del CAPITANO bianconero.
Gol sbagliato, gol subito: al 37° Maicon, davvero impressionante questo brasiliano con le sue ripartente in velocità, penetra nella difesa juventina fin sul fondo e deposita il pallone sui piedi del portoghese Maniche che a un metro dalla porta non può che metterla dentro.
Siamo alle battute finali, Mancini invita tutti i suoi uomini ad andare in avanti, ma la Juve pare reggere l’urto, salvo al 47° quando un ultimo brivido gela la schiena dei supporters bianconeri. Sempre il portoghese Maniche sul lato sinistro dell’area di rigore in velocità si catapulta dentro, tocca di punta sull’uscita di Buffon, ma la palla finisce sul palo esterno.
È l’ultima occasione per i nerazzurri.
Non è stata una brutta Inter, soprattutto nel primo tempo. Nel secondo tempo si è disunita, ha rallentato le percussioni, ma non è apparsa brutta. Ma la Juventus non si è fatta sottomettere, tutt’altro, ha preso confidenza con l’avversario, ha preso le misure e si è resa maggiormente pericolosa. La vittoria ci sta tutta.
Campionato riaperto. La Vecchia Signora ha colpito ancora.