Rotte Mediterranee al Forte di Exilles. La musica piemontese dei Tendachent (2 agosto)
Nati dalle ceneri de La Ciapa Rusa, una carriera più che decennale, 3 dischi all’attivo, il gruppo si è esibito in Svizzera, Francia, Austria, Spagna e Portogallo.
Tendachënt, che chiuderanno il festival musicale Rotte Mediterranee, si esibiranno in un concerto dal titolo Fasi an cuat / Farsi in quattro: i musicisti giocano a riscoprire il piacere del suono acustico spaziando tra ballate e danze del repertorio piemontese, sia tradizionali che di nuova composizione: gli arrangiamenti, essenziali ma poderosi, mettono in risalto i colori degli strumenti utilizzati e l’intreccio delle loro timbriche.
Rotte Mediterranee
Tendachënt in concerto
evento sostenuto dalla Fondazione Caterina Farassino, dalla condotta del pinerolese di Slow Food e dal periodico della Valle Susa Luna Nuova
Quando?
Costo?
- concerto subordinato all’acquisto del biglietto per l’ingresso al Forte di Exilles (5 euro), grazie al quale si può anche usufruire del servizio di visite guidate.
Dove?
Info
Rotte Mediterranee è il suggestivo titolo di una rassegna, promossa dalla Regione Piemonte e dal Museo Nazionale della Montagna - CAI Torino, dedicata alle diverse anime dei popoli che si affacciano sul bacino del Mare Nostrum.
Dal 6 luglio fino al 2 agosto 2008 il Forte di Exilles, a 60 km dal centro di Torino, è il suggestivo palcoscenico di una delle tappe di Rotte Mediterranee. Il progetto studiato dall’agenzia torinese Musicalista esalta la natura stessa della Valle di Susa, di cui il forte è porta e difesa.
La Valle di Susa è infatti uno dei territori dell’occitano, della linguadoca: sul suo territorio sono presenti due parlate accomunate da una matrice comune che interagiscono tuttora tra di loro, il franco-provenzale (in uso nella bassa Valle, fino al capoluogo Susa) e l’occitano (da Susa in su). Il programma di Rotte Mediterranee al Forte di Exilles attraversa così proprio la cultura occitana, transfrontaliera e mediterranea per eccellenza. Un mondo musicale che, soprattutto da 15 anni a questa parte, ha saputo reinventarsi aprendo le proprie porte a culture vicine e lontane, andando ad attingere a diverse esperienze che hanno permesso di portare nuova linfa vitale in una tradizione che correva il forte rischio di cristallizzarsi e che invece è straordinariamente attuale.
31 / 07 / 2008
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