
Partita di fine stagione, ma finalmente si è visto lo spettacolo che ci si attendeva, non certo come con Siena e Catania.
L’aria di Genova è dolce e mite, forse quest’oggi un po’ meno, ma pur sempre l’ideale per correre dietro a una palla. E quando c’è da correre dietro a un pallone chiamate lo strabiliante Pavel Nedved. Non si finisce mai di stupirsi di questo giocatore di esperienza che gioca, lotta, corre come un ragazzino. Anche oggi a Marassi il biondo numero undici non ha molato un istante, imprimendo alla partita un ritmo alto e sostenuto, l’ingrediente fondamentale per vedere un bel calcio.
Poi viene la classe, la tecnica. E qui entrano in scena i due uomini che maggiormente hanno brillato sul campo genovese: Del Piero da una parte e Cassano dall’altra. Il talentino barese ha deliziato la platea blucerchiata con dribbling in velocità; a seguito di uno di questi ha accorciato le distanze sulla Juventus nel primo tempo, seppur con la complicità di Molinaro, e ha offerto a Montella il gol del pari nel secondo tempo. Il Capitano ha fatto brillare gli occhi dei sostenitori bianconeri e ha conquistato il plauso del pubblico sampdoriano. Di fronte all’immensità di questo giocatore non si può non inchinarsi.
Sampdoria Juventus è stata la partita di Capitan Alex Del Piero, un ennesimo suggello a una carriera che entrerà nella storia, non solo della Juventus ma di tutto il calcio italiano. Alex Del Piero fino al momento della sostituzione, molto mal gradita, ha sciorinato il repertorio: assist, senso del gol, carattere, generosità. In volata per la classifica cannonieri, lasciare un rigore, da sé stesso procurato, al compagno storico David Trezeguet, anch’egli in lizza per il titolo di bomber di serie A, è un gesto di signorilità che fa capire di che pasta è l’uomo Capitan Del Piero. Il secondo rigore, sempre da sé stesso procurato, lo calcia il Dieci bianconero e vola in testa alla classifica cannonieri.
Il Capitano giunge in cima alla classifica cannonieri del massimo torneo calcistico italiano partendo da lontano, lontanissimo, dai -17, poi ridotti, dell’anno scorso in serie B. Ha attraversato l’annus horribilis trascinando la Juventus al primo posto e sigillando la supremazia vincendo la classifica cannonieri. Ha superato i primi mesi critici di quest’anno, quando qualcuno ne richiedeva un impiego più limitato, part time, all’Altafini, cioè come un giocatore in pre-pensionamento. Ha reagito all’umiliazione dei fischi di San Siro, quando, ubbidiente alle direttive del commissario tecnico della Nazionale, si è adattato a giocare da cursore di fascia destra contro la fisicamente straripante Francia di Domenech.
Oggi il Capitano, colui che per molti era un brutto anatroccolo, è uno splendido cigno bianco, di cui la Nazionale non può fare a meno, senza se, senza ma, senza dubbi e perplessità sull’adattabilità del giocatore ai fantomatici schemi tattici di Donadoni. La caratura dell’uomo e la classe del giocatore non bussano alla porta del commissario tecnico, la sfondano, esigendo un ruolo in Nazionale che nessuno può discutere.
A questo punto la cronaca della partita di Marassi è poco rilevante.
La Juventus va in doppio vantaggio nel giro di 15 minuti, prima Del Piero su assist di Nedved e poi Trezeguet su rigore. La Samp accorcia le distanze con Cassano al 22° e pareggia al 40° con Maggio.
In questo primo tempo ottimi ritmi e buon calcio, la Juventus azzanna famelica la Sampdoria nella prima mezz’ora, poi cede qualcosa. Momo Sissoko asfalta la zona di centrocampo, forse con troppa irruenza, ma inizio a pensare che gli arbitri lo abbiano puntato e che ci sia una certa iniqua intransigenza nei suoi confronti. Il maliano è fisicamente forte e deciso, ma sempre leale e quasi sempre pulito, certi fischi sono esagerati e hanno l’unico risultato di farlo innervosire. Maggiore attenzione, cari arbitri, è da questi particolari che si decidono le partite.
La Sampdoria gioca un buon calcio anche oggi, soprattutto nel secondo tempo, anche se, dopo aver sbagliato un penalty con Cassano alla fine del primo tempo, va di nuovo sotto quando Capitan Del Piero mette dentro il suo di rigore.
Il salomonico pareggio finale arriva per opera di Montella che coglie l’angolino su assist del compagno di Bari Vecchia.
Giusti e generosi applausi per tutti alla fine. Buone vacanze. L’anno prossimo sarà molto più dura.