Scorie nucleari, Europa: vietare le esportazioni verso paesi extracomunitari
24 / 06 / 2011 - Le esportazioni di scorie nucleari verso paesi non UE dovrebbero essere vietate, a meno che tali scorie non siano esportate per essere riciclate e successivamente reimportate nell'UE. Anche all'interno dell'UE dovrebbero essere consentite solo quando disciplinate da accordi bilaterali.
I deputati hanno anche sostenuto norme più severe per la protezione e la formazione dei lavoratori, chiesto maggiori poteri di indagine per le autorità nazionali e l'intensificazione della ricerca di alternative al seppellimento in profondità delle scorie.
In base alla proposta di direttiva, ogni Stato membro dovrebbe elaborare politiche e programmi per garantire che il combustibile esaurito e le scorie radioattive siano trattati e smaltiti in modo sicuro. Le politiche nazionali dovrebbero includere inventari e piani di gestione per tutte le strutture, anche dopo la loro chiusura.
Romana Jordan Cizelj (PPE, SL), che ha redatto la risoluzione, durante il dibattito di ieri ha dichiarato che "il Parlamento europeo ha più volte chiesto una direttiva sul trattamento delle scorie radioattive e del combustibile esaurito e gli eventi di Fukushima hanno dimostrato che avevamo ragione a farlo. Crediamo in questa direttiva e vogliamo che sia più forte e più chiara".
La risoluzione è stata approvata con 489 voti favorevoli, 52 voti contrari e 75 astensioni.
Vietare le esportazioni verso paesi non UE Una delle questioni più controverse per gli eurodeputati è stata se permettere l'esportazione di rifiuti nucleari verso paesi al di fuori dell'UE. Con il loro voto in Plenaria, alla fine hanno sostenuto la scelta di vietare le esportazioni verso paesi terzi, contrariamente a quanto inizialmente proposto dalla commissione per l'energia. L'emendamento proposto dalla commissione infatti è stato respinto con 311 voti favorevoli, 328 voti contrari e 7 astensioni.
Due gruppi politici (S&D e ALDE) volevano attenersi alla proposta iniziale della Commissione in base alla quale ogni Stato membro sarebbe responsabile per lo smaltimento dei rifiuti che produce e autorizzato a esportarli in un altro Stato membro dell'Unione europea solo tramite un accordo bilaterale.
In seduta plenaria, il Parlamento europeo ha sostenuto la proposta del gruppo S&D di consentire l'esportazione delle scorie solo per il riciclaggio e solo a condizione che siano in seguito reimportati nell'UE. I Verdi hanno suggerito di esportare solo all'interno dell'UE e solo piccole quantità di scorie, mentre il gruppo GUE/ALE ha chiesto di vietare le esportazioni, anche all'interno dell'Unione europea.
La sicurezza dei lavoratori e più forti poteri d'indagine per le autorità nazionali I lavoratori coinvolti nella gestione delle scorie radioattive, dalla generazione allo smaltimento, devono ricevere un'adeguata protezione e formazione, hanno insistito i deputati, auspicando inoltre il rafforzamento dei poteri di indagine delle autorità competenti. Le autorità nazionali dovrebbero disporre dei poteri per eseguire regolarmente "la valutazione della sicurezza nucleare, le indagini e i controlli" e "ove necessario" adottare provvedimenti esecutivi.
Ricerca di scelte alternative per le scorie altamente radioattive Il Parlamento ha sostenuto l'idea di intensificare la ricerca di alternative al seppellimento delle scorie in profondità, contrariamente alla proposta della Commissione, che indicava lo "smaltimento in strati geologici profondi" quale opzione più sicura per le scorie altamente radioattive.
La proposta iniziale della Commissione è stata presentata nel novembre 2010. La direttiva si basa sul trattato Euratom e rientra nella procedura di consultazione. Il Consiglio adotterà una decisione definitiva solo dopo aver ricevuto la posizione del Parlamento.
(Fonte Parlamento Europeo)
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