
Una settimana insolita quella che precede il tanto atteso incontro tra Siena e Juventus. Per la prima volta, infatti, dopo qualche decennio la Juventus ha esonerato il suo allenatore prima che la stagione fosse conclusa. Ed è capitato a due giornate dal termine. Molti hanno visto in questo atto una caduta di stile inaccettabile per una squadra come la Juventus, per molti questo è significato l’allineamento della Vecchia Signora ad una “ordinaria” società del campionato italiano, alcuni addirittura hanno posto la Juventus sulla stessa stregua delle più discutibili e volubili società che hanno caratterizzato il calcio italiano negli ultimi anni (il Venezia o il Palermo di Zamparini, il Brescia di Corioni, l’Inter di Moratti, ecc.....). Sarà vero? Ognuno è libero di pensare ciò che crede.
Ma riflettendo con un po’ più di attenzione e ripassando i mesi di questa annata, è difficile affermare che la dirigenza juventina abbia agito sull’onda dell’irrazionalità e dell’improvvisazione. Anzi pare di poter dire, che la linea tecnica seguita fino alla fine abbia cercato di essere una: tutti con Ranieri e appoggio incondizionato al suo staff tecnico. Non è di molte settimane fa, in un momento pessimo della squadra, che nonostante qualche tentennamento del consiglio di amministrazione, Blanc e Cobolli hanno ridato la speranza a Ranieri di poter guidare la Juventus anche nella prossima stagione. La scelta dell’ultima settimana, quindi, è stata dettata da un allarme rosso di naufragio totale, per cui bisognava trovare una soluzione drastica.
La prova con l’Atalanta è stata sconcertante e ha chiarito che il Mister Ranieri non aveva più molto da dare a una squadra che non vince da quasi due mesi. Il pareggio, soffertissimo, con un’Atalanta farcita di riserve, ha mostrato in maniera abbagliante tutti i limiti della Juventus di Ranieri, su cui il Mister non è mai riuscito a intervenire e non vi sarebbe più riuscito. Lo stato psicologico della squadra era in caduta libera.
Morale della favola: se si voleva provare seriamente a vincere le ultime due partite, Ranieri non era più l’uomo giusto per farlo. Le ultime due partite di questa stagione avranno un’influenza determinante sulla prossima. La prossima stagione inizia da domenica, credo fosse giusto iniziarla con una guida tecnica nuova.
La scelta è ricaduta su Ciro Ferrara, non sappiamo nulla di lui come allenatore, perchè al massimo è stato il secondo di Lippi ai Mondiali, ma sull’uomo e sulla sua juventinità sappiamo molto. Ciro Ferrara è un talento precoce, che a vent’anni con umiltà e al contempo autorità si è fatto spazio nel Napoli di Maradona; è stato uno dei baluardi dell’epopea juventina di metà anni ’90, fatta di ardore, forza, abnegazione, volontà, entusiasmo, classe e passione. E’ tutto ciò che in questo momento manca alla Juventus. E’ questo che si chiede di riportare alla Juventus di oggi e di domani.
Ciro Ferrara non ce la farà a compiere il miracolo per domenica, ma per il Siena senza motivazioni che si va ad affrontare, ne basterebbe un terzo di quanto citato sopra e la Juventus vincerebbe il primo match. Domenica occorre solo questo.
Il Siena lo scorso turno ha preso tre gol da un’Inter, neo campione d’Italia con merito, reduce da una nottata di festeggiamenti. Non poteva che essere così a San Siro? Può darsi, ma la modestia della squadra toscana obbliga la Juventus a vincere. Senza appelli.
Scelte obbligate per Ferrara in difesa, dove purtroppo mancherà anche Grygera infortunato. L’idea di riportare il ceco a sinistra, suo ruolo di origine e Zebina a destra era un’ottima trovata, ma ora va ridata fiducia a De Ceglie. Il ragazzo deve crescere moltissimo, se vuole avere un futuro bianconero, non può più sprecare occasioni.
A centrocampo le solite note dolenti. Si sta ritrovando Zanetti, ma l’assenza di Sissoko pesa come un macigno. Marchisio è già pronto dopo l’infortunio? Se sì, meglio metterlo dentro, altrimenti non resta che sollazzarsi con i due assi stranieri: Poulsen e Tiago, sonniferi allo stato puro.
In attacco pare scontata la presenza di Vincenzone Iaquinta, il più in forma. Al suo fianco si parla di Amauri, ma i due mi paiono troppo simili per coesistere. La soluzione potrebbe essere il solito immarcescibile Capitano, l’unico uomo vero di classe, tecnica e fantasia della Juventus. Il tridente è una soluzione troppo ardita, soprattutto con una mediana formata da due elementi che invece di coprire per tre, lo fa per 1,5.
Pagine correlate calcio Juve
Per contattare la redazione del sito Ecoditorino scrivere all'indirizzo email ecoditorino@yahoo.it