Sos di Big Art Group, a la Cavallerizza Reale, Torino (27-28 ottobre) Il provocatorio ensemble newyorkese Big Art Group porta in scena il suo ultimo lavoro dal titolo SOS. Con un’indagine sulla natura del sacrificio all’interno di una società satura di immagini e messaggi mediatici, Big Art Group trasforma lo spazio scenico in una foresta di cavi e telecamere in cui si sovrappongono strutture narrative diverse. Alcuni animali, interpretati da attori in costume con videocamere indosso, si spingono dai loro habitat naturali verso altri luoghi che non lasciano alcuna speranza di sopravvivenza. In questa giungla, popolata da “peluche” multimediali, si analizza il massiccio passaggio dall’essere uomo a bassa intensità tecnologica, che da sempre è la risultante di se stesso e di ciò di cui dispone per sopravvivere, a homo tecnologicus, aprendo nuovi scenari anche di dipendenza. In una società con un futuro incerto, SOS cerca di rispondere a una domanda fondamentale: come costruire un mondo migliore e a quale prezzo?
Compagnia newyorkese diretta da Caden Manson, Big Art Group nasce nel 1999. Sin dall’inizio, ottiene un successo a livello internazionale consentendo al gruppo di esibirsi in tutto il mondo. Tra le loro opere più importanti è possibile citare Shelf life, Flicker e House of no more. Big Art Group utilizza il linguaggio dei media e lo mescola alla performance con l’obiettivo di dare vita ad opere uniche, trasgressive e stimolanti, trasformando lo spazio scenico in una foresta di cavi e telecamere in cui si sovrappongono strutture narrative diverse.
SOS è una creazione di Caden Manson, Jemma Nelson e della loro compagnia, Big Art Group. Performance sull’azione dei media che esplora futuro, survaivalismo, cambiamenti rivoluzionari e ritualità contemporanee, lo spettacolo esamina il concetto di sacrificio all’interno di un’ipersatura e avidissima società. Dalla sua creazione, il disordine negli Stati Uniti e all’estero ha ricontestualizzato la performance e aumentato l’urgenza delle sue motivazioni come pure ha evidenziato l’insufficienza dei risultati. SOS prosegue e sviluppa la tecnica cinematografica in tempo reale di Big Art Group, un modello concettuale che unisce performance, televisione, cinema. Usando live performance e video, “real time Film” impiega composizione cinematografica e un’angolazione controllata in opposizione alla realtà della trasmissione tv e l’immediatezza della live performance. In SOS, una foresta tecnologica di camere e schermi, inserita in un panorama da discarica, offre al pubblico una vista sinottica e corrotta di collisioni narrative. A differenza delle tradizionali performance teatrali, Big Art Group ha trasformato gli spettatori di performance mediatiche in montatori, spingendoli a risolvere complesse questioni di sesso, razza, narrativa e verità come uno specchio teatrale per il processo di navigazione attraverso la società contemporanea. La trasformazione dei codici di comunicazione - e nelle nostre mani non è solo modificazione ma anche perversione dei codici - è un principio che corre attraverso tutto il nostro lavoro. SOS per noi è un rimpiazzo dell’America attuale, un’America immaginaria che esiste da qualche parte fra il mito del suo passato e la catastrofe del futuro, che lotta per coesistere con la propria immagine dopo la rovina del millennio. In questo reality c’è uno spettacolo di marionette i cui personaggi sono rivisti nelle forme e nelle fogge di metafore storiche, ripristini o appropriazioni di ruoli archetipici: rivoluzionari, avatar, animali. Il sistema dei media consuma e consolida questi archetipi, li modifica, li cannibalizza e li reinventa per continue ri-consunzioni, eppure noi non distinguiamo tra noi e il sistema dei media: siamo muti generatori. Per la nostra compagnia siamo creatori di immagini e simultaneamente consumatori di immagini, auto-cannibali, o cyborg auto-replicanti. Più della teoria del cyborg di Haraway, noi preferiamo il temine “replicante” di Blade Runner, con il suo motto “più umano dell’umano”; è un terreno perfetto per la società iper-consumista, che cerca il “più punk del punk” o il “più vero della realtà” da vendere ai consumatori. Per noi, è indubbiamente un traguardo creare una performance avvincente, ma SOS si pone nella forma dell’evento. Una ragione sostanziale del perché lavoriamo con la performance, o con il “teatrale” - precisiamo, non con il “teatro”, che è una zona diversa -, è perché noi cerchiamo un’esperienza contemporanea. Cerchiamo di abitare questa esperienza contemporanea, comprenderla, dare significato, spurgarla, replicarla e re-immaginarla.
Caden Manson e Jemma Nelson Tratto dal volume Prospettiva09 a cura dell’Ufficio attività editoriali del Teatro Stabile di Torino
spettacolo con soprattitoli in italiano SOS prima nazionale ideazione Caden Manson e Jemma Nelson regia, video installazioni, scene e costumi Caden Manson testo e suono Jemma Nelson con David Commander, Michael Helland, Mikeah Ernest Jennings, Heather Litteer, Willie Mullins e Edward Stresen-Reuter direzione tecnica luci e scene Hillery Makatura producer Ana Mari de Quesada assistente alla regia Kathleen Amshoff video system design Jared Mezzocchi video system tech Dan Hansell Big Art Group e Diane White in coproduzione con The Wiener Festwochen and The Kitchen
Quando?
Dove?
- Cavallerizza Reale - Manica corta
Costo?
16 euro
Info Prospettiva09
Info biglietteria
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27 / 10 / 2009
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