Teatro - 'Il Contrabbasso' al Gobetti (18-23 feb)
 Franz Tricarico, berlinese di nascita, ma con ascendenti mediterranei, vive in un bunker insonorizzato al novantacinque per cento. La spessa imbottitura delle pareti gli consente una vita apparentemente tranquilla, metodica da “manovale della musica”: contrabbasso di fila dell’Orchestra di Berlino, tutto casa e teatro, senza distrazione alcuna. Il monolocale rifugio, che esclude dal ménage di Franz il frastuono irritante della città, in realtà non è che la metafora di uno schermo psicologico che il musicista, timido, frustrato, devastato dalla solitudine, ha frapposto fra sé e il mondo: un mondo difficile, dominato dall’arrivismo, dalla prevaricazione, dall’esibizionismo, che condanna gli uomini-massa, pur colti e sensibili, all’emarginazione, all’impossibilità di riuscire a comunicare con gli altri. Nella solitudine del protagonista, stregato dalla presenza del monumentale strumento, penetra finalmente un giovane, figlio della portinaia, intenzionato a studiare contrabbasso. Questa presenza scioglie Franz in un profluvio di parole, di cose mai dette, di dichiarazioni d’amore che diventano via via invettive, allucinazioni, fatue speranze di una vita smarrita. C’è poi l’impossibilità di dichiarare il suo amore a Sara, dolcissimo mezzosoprano, che non guarda mai il contrabbasso di fila, che è sempre presente nella sua vita, nei suoi pensieri. " Così Il contrabbasso -scrive la Compagnia- è un brillante, maniacale, assurdo, teatralissimo testo, che prende le forme di una confessione nevrotica condita dalle descrizioni delle gerarchie orchestrali, dei rapporti tra gli strumenti musicali in continua competizione tra di loro per eseguire il famoso Quintetto della trota di Schubert. Con Il contrabbasso si ride, con un retrogusto amaro, che spinge a meditare sulla sorte dell’uomo di oggi, smarrito e confuso in un mondo sovraffollato e caotico, incapace di gridare il proprio dolore e la propria infelicità".
"Evviva! -scrive Masolino d’Amico su La Stampa del 15 ottobre 2006- Trent’anni dopo l’indimenticabile Mi voleva Strehler Maurizio Micheli si imbatte in un altro monologo non meno adatto a valorizzare le sue doti di grazia sorniona, limpida dizione, umorismo sottile e controllato: Il contrabbasso del tedesco Patrick Süskind, comico sfogo di uno strumentista frustrato davanti a un possibile allievo. Anche grazie alla confezione eccellente – garbatissima regia di Marco Risi, scenografia indovinata di Francesco Scandale, spiritosa traduzione di Annabella Cerliani e dello stesso Micheli; ne risultano 75 minuti ininterrottamente gradevoli. Regalateveli!".
"Il Contrabbasso" di Patrick Süskind nella versione italiana di Annabella Cerliani e Maurizio Micheli
regia: Marco Risi
scena: Francesco Scandale
musiche: Paolo Terni interpretato da Maurizio Micheli, affiancato in scena da Federico Vigorito e Nina Splendor. prodotto da APAS Produzioni
Quando?
- da lunedì 18 a sabato 23 febbraio 2008
- ore 20.45
Dove?
- Teatro Gobetti - via Rossini 8, Torino
Costo?
- 19 euro
17 / 02 / 2008
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