Teatro - 'Il Mercante di Venezia', al Gobetti (10-16 mar) 
Il giovane Massimiliano Civica, formatosi tra l’Accademia Silvio d’Amico di Roma e il Teatro della Tosse di Genova, è uno dei “nuovi” registi di sicuro interesse della scena italiana. Dopo essersi segnalato con un lavoro accattivante come Andromaca di Euripide, interpretato da Andrea Cosentino, ha confermato la validità di un percorso assolutamente rilevante dal punto di vista intellettuale con un lavoro inusuale come Ai fantoccini meccanici, del 2003 e con gli spettacoli Grand Guignol e La parigina. Civica, insieme alla sua compagnia, affronta ora un testo shakespeariano, Il mercante di Venezia nella nuova produzione realizzata in collaborazione con il Teatro Due di Parma. " Il mercante di Venezia -scrive il regista- è un enigma. Non provo neanche a sintetizzare le tante questioni interpretative che solleva. È nella nostra voglia di interpretare, di spiegare, cioè di sciogliere l’enigma, che forse si trova un vizio di forma, il peccato originale. Perché pensiamo che l’enigma sia una domanda? Siamo sempre stati convinti che esso preveda e contenga una risposta, che solleciti la sua risoluzione.
L’enigma non è una domanda, ma una certificazione della realtà. Non è qualcosa da capire, è qualcosa da contemplare. Come si contempla un paesaggio, il mare, l’abisso dei nostri ricordi, un amore, l’irriducibilità al senso di ogni manifestazione piena della vita. Il mercante del titolo, il protagonista dell’opera è Antonio o Shylock? È sì o no un testo antisemita? Cosa significa la prova dei tre scrigni? Belmonte è il regno del sogno, Venezia quello della scabra attività mercantile: sono in lotta tra loro? Qual è tra i due quello per cui parteggiare? Antonio è omosessuale? Non sarà Porzia la vera protagonista dell’opera? Eccoci nel vortice delle domande, delle scelte da fare, delle cose da capire. Ecco che ci sentiamo responsabili, responsabili delle risposte che dobbiamo dare, delle soluzioni che dobbiamo proporre. Eccoci nel pieno di una lotta da cui vogliamo e dobbiamo uscire vincitori, con nel chiuso del pugno l’idea giusta che dica finalmente la parola definitiva sul vero significato del Mercante di Venezia.
Il mercante di Venezia è un enigma. Ma “enigma” è un sinonimo della parola vita, cioè della Vita con la maiuscola. Non c’è formula che la spieghi. Enigmatica è ogni esperienza nella sua più alta intensità, nella sua completezza irriducibile all’analisi. La spiegazione è sempre una riduzione, un impoverimento. La vita, al di là del bene e del male, può essere solo accettata, contemplata. Come lavorare allora nella pratica all’allestimento del Mercante? Ridandone, ricreandone l’enigma con tutta la sua irriducibile datità. Contemplandone il mistero e ascoltandone l’eco che genera in noi. Rispettando la sua polifonia. Tutto ciò non vuol dire rinunciare alla lotta per capire, vuol dire solo non voler spiegare. Vuol dire mostrare un qualcosa, raccontare una storia, tramandare una esperienza dinnanzi alla quale stare come davanti ad un vecchio amore. Il mercante di Venezia inizia con una battuta di Antonio, con una sua affermazione (o dovrei dire con una sua domanda?): “Veramente non so perché sono così triste”. Chi non ha sperimentato questo stato d’animo? Chi ha potuto addormentarsi con la ninna-nanna di una risposta?".
Lo spettacolo presentato al Teatro Festival di Parma ha ottenuto ampi consensi dalla critica nazionale.
Rodolfo Di Giammarco ha scritto su La Repubblica del 29 ottobre 2007: "Abbiamo negli occhi, con commozione, i connotati di un’attrice ventitreenne, Elena Borgogni, che nella mirabile regia frugale di Massimiliano Civica, per Il mercante di Venezia di Shakespeare, libera il personaggio di Porzia dai cliché e le riserva un’impassibilità da pittura fiamminga del ’400. Un’immagine straziante alla Dreyer che potenzia le avidità di questo dramma. Al Teatro Festival Parma, nell’adattamento di Civica per uno spazio vuoto, quattro soli attori (a volte con maschera-calotta), e altrettante sedie, Porzia contende ad Antonio l’amore di Bassanio. Non è più nevralgico lo stereotipo ebreo di Shylock (Angelo Romagnoli), l’usuraio che presta ducati a Bassanio (Oscar De Summa), corteggiatore della signora di Belmonte, chiedendo come penale una libbra di carne del garante Antonio (il travagliato Mirko Feliziani), disposto per lui a tutto, per occulta omosessualità. Felici le soluzioni danzate per gli enigmi romanzeschi, per l’altra identità processuale di Porzia “al confine tra uomo e ragazzo”, mentre i contumaci Jessica e Lorenzo sussurrano delicati jingle mitici".
"Il Mercante di Venezia" di William Shakespeare spettacolo di Massimiliano Civica con Elena Borgogni, Oscar De Summa, Mirko Feliziani, Angelo Romagnoli
maschere realizzate da Andrea Cavarra spettacolo prodotto dalla Fondazione Teatro Due di Parma e dalla Compagnia Civica-Borgogni-De Summa-Feliziani-Romagnoli.
Quando?
10 / 03 / 2008 Commenta la notizia nel Forum
Scrivi
la tua opinione sull'argomento
le tue opinioni saranno
pubblicate nello spazio
Forum
|
Voci correlate
|
|
| |
|
|
|
Stagione Teatro
2008-2009:
|
|
|
|
|
Altre news sugli argomenti 

|
|
|
|