Teatro - 'La Buona Novella', gli 'Apocrifi' di Fabrizio De Andrè (22-27 aprile)

Elogio alla Follia entra nel vivo della programmazione, andando a ricercare quelle storie che sono alla base delle nostre scelte etiche e morali. I Vangeli Apocrifi sono una fonte inesauribile di sorprese come per anni ci ha raccontato Dario Fo.
Se ne accorse intorno al 1969 un cantautore trentenne, genovese, con il "vizio" di andare controcorrente. Fabrizio De André con "
La buona novella" ci regalò una galleria di personaggi straordinari, umani , vicinissimi al nostro sentire. Ora quelle canzoni bellissime tornano a contatto con le fonti originali, con quelle storie che appartengono a tutti credenti e non.
In scena con Bruno Maria Ferraro due bravissimi musicisti i Supershock, al secolo Valentina Mitola e Paolo Cipriano, che lasciate le sonorizzazioni rock di "Metropolis" e del "Gabinetto del dott. Calligari" creano dal vivo le atmosfere musicali di queste bellissime e attualissime storie.
La parola e la musica. Elementi che incontrandosi acquistano forza, raccontano, evocano, scavano solchi profondi, curano ferite.
Ma quando nel Protovangelo di Giacomo, Giuseppe si accorge che il mondo intorno a lui si è fermato, gli uomini, gli animali, il vento sono immobili in un fermo immagine ante-litteram di straordinaria bellezza ed efficacia cinematografica, in quel momento non c'è parola, non c'è suono, non c'è musica. La nascita del Messia è l'inizio del mondo nuovo, nulla, dopo, sarà più come prima. E allora questa storia, questo particolare momento, vale la pena di raccontarlo restituendo umanità a personaggi bloccati nella loro, un po' triste, condizione di icone. E attraverso la loro umanità, nella loro profondità cercare le "nostre" ragioni, i nostri riferimenti. Percorrere, chi crede e chi no, un tratto di strada, insieme.
Le fonti. Due sono i blocchi di riferimento sui quali è costruito questo spettacolo che è a metà tra il teatro di narrazione ed il teatro-canzone. Dai vangeli Apocrifi è tratto il tessuto narrativo, le vicende che ci raccontano del punto di incontro tra l'umano ed il divino. Ma se degli apocrifi conosciamo bene, attraverso il Mistero Buffo di Dario Fo, i paesaggi e i personaggi che circondano l'infanzia di Gesù, decisamente meno note sono le vicende narrate sull'infanzia di Maria, sulla morte e resurrezione di Cristo, fino al sorprendente "Ciclo di Pilato". Se ne occupò nel 1968-69 un cantautore trentenne, andando come al solito controcorrente, al quale in sala di registrazione i musicisti, lasciati i leggii, chiesero: "Perché !?". A Fabrizio De André era solo venuto in mente di raccontare storie conosciute in maniera diversa. Distillando gocce di poesia. E la "sua" Buona Novella è il capolavoro poetico di una delle più lucide ed incisive voci del '900.
Portare oggi quest'opera in teatro, immergendola nelle fonti originali, è per noi orgoglio e privilegio.

Lo spettacolo. Giuseppe è in cammino, Maria ha le doglie e lui cerca aiuto. Mentre cammina si accorge che il mondo si è fermato, uomini intenti ai loro lavori, animali che stanno bevendo, il vento stesso è immobile.
Il mondo nuovo nasce così, da una fotografia, la prima, tridimensionale, con Giuseppe che la descrive utilizzando una soggettiva cinematografica.
I Vangeli tutti, canonici ed apocrifi, nascono dal desiderio di testimoniare qualcosa di straordinario, dal bisogno di radicare una tradizione, mescolando rivelazione e storia, speranza e realtà. E nei Vangeli tutti, domina l'impronta della Buona Novella che esprime la potenza divina del Cristo, non soltanto della vita nella morte, ma della vita nella vita.
Nessuno, credente o non credente, riesce a sottrarsi al fascino di vicende che la storia non può contenere, che sollecitano dubbi e paure profonde, così radicate nel nostro immaginario da diventare cardine culturale comune.
Alla periferia dell'Impero, in un angolo anonimo del mondo accade qualcosa che forse è storia, forse leggenda, dove è superfluo distinguere il vero dal falso. Ma è lì il luogo della costruzione delle nostre speranze e delle nostre paure. E' lì che si generano i nostri dubbi i nostri tentativi di soluzione, è lì che affondano le nostre contraddizioni. Ed è lì che inizia un futuro che stiamo ancora percorrendo, tutti nella stessa direzione, poche volte guardandosi negli occhi, quasi mai con la volontà di capire le ragioni dell'altro.
La Buona Novella
Gli "Apocrifi" di Fabrizio De Andrè
liberamente tratto dai Vangeli Apocrifi e da La buona novella di Fabrizio De André
con Bruno Maria Ferraro (prima foto in alto)
Valentina Mitola e Paolo Cipriano (seconda foto sopra)
musiche: Fabrizio De André eseguite in scena dai Supershock
Riferimenti letterari: Protovalgelo di Giacomo, Ciclo di Pilato, Vangelo di Nicodemo, i libri dell'infanzia di Maria, la Buona Novella di Fabrizio De André
consulenza alla messa in scena: Ivana Ferri
luci: Gianni De Matteis
elementi di scena: Renato Ostorero
direzione tecnica: Francesco Fuggetta
organizzazione: Roberta Savian
produzione: Tangram Teatro Torino per Elogio alla Follia 2008
Quando?
Dove?
Info
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Tangram Teatro Torino
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tel / fax 011.338698
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A distanza di trent'anni Di Cioccio scrive:
"La Buona Novella è un disco che mi ha lasciato una ricordo indelebile.
Quando partecipai alla registrazione ero particolarmente eccitato per due ragioni. La prima è legata alla natura del progetto.
Non si trattava di suonare la batteria in una canzone, ma di essere parte integrante del suono, per un disco assolutamente innovativo per quell'epoca. Si trattava di un album concept, il primo nel suo genere, il cui tema di fondo era la storia delle storie. Una versione inedita dei Vangeli che spiazzava l'ascoltatore, lasciando spazi a molte domande e approfondimenti carichi di forte emotività.
La seconda ragione del mio entusiasmo è legata all'occasione di avere avuto un rapporto vivo, una complicità artistica a tiro di sguardo e di parola con un poeta come Fabrizio. Era fantastico parlare con lui. Aveva le giuste risposte alle nostre curiosità riguardanti i temi trattati nel disco. Dopo la prima diffidenza tra due mondi così diversi, il rock dei Quelli (gruppo che si stava trasformando in PFM) e la essenziale visione cantautorale della musica di Faber, si instaurò una grande complicità, da lui ricordata nelle note di copertina, che fu il seme della successiva nostra collaborazione del 1978. A mio avviso La buona Novella è il più bel concept album della scena italiana"
Franz Di Cioccio
21 / 04 / 2008