Teatro - 'Noccioline - Peanuts' al Gobetti (13-17 feb) 
Noccioline inquadrano in 23 sequenze brevi come fumetti una società: una schiera di adolescenti formato "Peanuts" - mondo cui i nomignoli dei personaggi e l’atmosfera linguistica continuamente rimandano - che all’improvviso passa dai giochi infantili al confronto con il presente, come se questo fosse lo specchio dei primi, e l’uno e gli altri fossero determinati dal medesimo “senso del vuoto”. L’effetto è tragico. Nella prima parte li troviamo seduti su un materno divano davanti a un enorme televisore, mentre succhiano coca cola e consumano i cartoni animati dei Puffi tra chiacchiere e dispetti. I personaggi in scena stanno infatti tutti approfittando del fatto che al ragazzo Buddy - una sorta di novello Charlie Brown - è stata affidata da conoscenti una casa da custodire in loro assenza. La banda di amici si precipita a più ondate ad occuparla, rivendicando anche il diritto ad una graduale opera distruttrice, grazie alla quale finiscono per rovinare il divano e fare a pezzi il monitor, tanto da essere rinnegati e scacciati dal malcapitato guardiano quando fa il suo ingresso autoritario il figlio dei padroni. L'aprirsi di ogni quadro viene annunciato da sopratitoli altisonanti (da "I mass media controllano il mondo" a "Ideali tutti e subito"), che si richiamano a slogan o a principi socio-politici delle varie parti in lotta nella nostra società e creano contrasto - ironico e caustico insieme - con le innocue situazioni rappresentate e i comportamenti infantili cui assistiamo; ma anche richiamano, sotto il racconto lieve, tutto un passato di contestazioni. Di qui lo stacco della seconda parte: si riprende infatti dieci anni dopo e l’azione, trasferita nell’atmosfera repressiva di una caserma tipo Bolzaneto (non dimentichiamo che il testo, commissionato a Paravidino dal Royal National Theatre di Londra è stato scritto dopo i giorni del G8 di Genova) ci mostra gli ex ragazzi bruscamente divisi in carnefici o vittime, intenti a sperimentare un sistema di torture da regime poliziesco in nome del potere. Tornare indietro è impossibile e lo constata Buddy dopo essersi ritrovato sul punto di far fuori l’ex amico Minus, nell’estremo, illusorio, tentativo di rivivere al contrario il finale della prima parte: salvo rendersi conto che in quella sua mancata solidarietà ai compagni di allora poteva risiedere la causa di un destino.
 " Io credo -dichiara Valerio Binasco- che il tema principale di questa commedia non sia la politica, né la satira sui giovani. Tutto mi appare come se si svolgesse dentro una specie di sogno. Che cosa sono le scritte se non “ritagli” di frastuono politico minaccioso? Frammenti di presente, cui l’accostamento col “piccolo mondo” di questi strani ragazzi crea un effetto più parodistico che didattico? E se è un sogno: che cosa sono i programmi televisivi, lo stile dei dialoghi da sit com, i cartoons, la coca cola, i Peanuts, il divano borghese, i “giovani”, la struttura a sketch pubblicitario, e persino l’intelligenza caustica (e inutile) dei dialoghi, e poi ancora i richiami alle brutalità del G8? Presi uno per uno sono Tematiche, ma tutti insieme diventano Feticci. Come stanno insieme, allora, tutte queste cose? Come in un patchwork, come in un Collage. Ovvero lo stile perfetto con cui l’arte ha espresso l’onirismo, la surrealtà. Ed esattamente come nei collage, dove ogni elemento contraddice e cancella l’altro, ma dove la contraddizione aggiunge anche valore drammatico all’uno e all’altro e insinua un’idea di fondo che tiene insieme tutto, anche in Peanuts c’è un nesso e una via da percorrere: un nesso e una via di tipo poetico. Ha una sostanza poetica fredda infatti questa pièce, proprio come accade in arte per i collage e i nonsense, che se si vuole vogliono dire tutto, e se si vuole non vogliono dire niente. Qui ci avviciniamo un poco alla seconda opzione, ma ci avviciniamo per eccesso, superandola; credo, cioè, che sotto l’dea poetica che è nascosta nel testo ci sia in realtà un tema tragico: il senso del nulla. La minaccia del vuoto assoluto. L’avvento del suo regno come incubo che si avvera. E il nulla è il Male. Se qualcuno ha voglia, adesso può ripensare a un romanzo: Il Signore delle Mosche. E, con questo riferimento come guida, può percepire con maggiore evidenza la presenza del Male annidata nel micro-mondo del collage peanutsaiano. Anche se i dialoghi e le situazioni ci fanno sorridere, in questa commedia tutto è violenza e tutto conduce al male. Siamo in una casa qualsiasi, nel centro del regno della Bestia. Ossia nel centro del mondo, oggi. La Bestia del male è divenuto il Signore del Vuoto, il principe del Niente".
 " Un paio -scrive Fausto Paravidino- di coordinate estetiche: metafora e tragedia. Il teatro è il luogo della metafora, il palcoscenico è la metafora della terra, gli attori sono la metafora degli uomini, una commedia è una metafora della storia. Di solito un’idea o un sentimento mi si trasformano in una metafora, una storia, che diventa una commedia. In Genova 01 e Noccioline non succede perché il G8 a Genova mi è apparso già in sé come metafora del mondo in questo momento. È stato un momento di compressione temporale che è avvenuto in un luogo preciso. Si sono scontrati dei mondi, le persone che erano lì erano “rappresentanti”, rappresentanti del Capitalismo, rappresentanti della contestazione, rappresentanti della tobin tax, rappresentanti dello Stato, rappresentanti di se stessi. Ognuno di coloro che si trovavano lì, non si trovava lì come si trova di solito nei posti: per caso. Si trovava lì per rappresentare qualcosa. Quindi era una metafora coi suoi personaggi, i suoi attori, la sua azione. Non si può inventare la metafora della metafora o il personaggio del personaggio, quindi tutto ciò è “riferito”, non “interpretato”".
"Noccioline - Peanuts" di Fausto Paravidino regia Valerio Binasco
scene: Antonio Panzuto
costumi: Sandra Cardini
luci: Pasquale Mari interpretato da (in ordine alfabetico):
Elena Arvigo (Silly), Alessia Bellotto (Party), Vittoria Chiacchella (La ragazzina), Luigi Di Pietro (Snappy), Denis Fasolo (Wordshlook), Iris Fusetti (Cindy), Aram Kian (Piggy), Lucia Mascino (Magda), Mauro Parrinello (Minus), Fulvio Pepe (Shrehker), Michele Sinisi (Buddy). prodotto da Nuova Teatro Eliseo e Fondazione Teatro Due in collaborazione con BAM Teatro e con il contributo di Regione Piemonte e Asti Teatro, su commissione del Royal National Theatre of London nell'ambito del progetto "International Connections 2001", e premiato come migliore pièce straniera per la stagione 2002-2003 per la rivista Theater Heute
Quando?
- da mercoledì 13 a sabato 16 febbraio 2008
- ore 20.45
- domenica 17 febbraio 2008
- ore 15.30
Dove?
- Teatro Gobetti - via Rossini 8, Torino
Costo?
- 19 euro
10 / 02 / 2008
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