Teatro - 'Quante Vite Avrei Voluto' al Gobetti (29 gen-03 feb)
Da stasera, al Teatro Gobetti, debutterà "
Quante Vite Avrei Voluto", una storia dedicata a Luigi Tenco di Piergiorgio Paterlini, con la regia di Marco Mattolini.
Un uomo tenta un bilancio difficile, quello della propria esistenza: le scelte fatte, le occasioni perdute, le parole dette e subite. Dipana il filo della memoria a partire da una data, la notte tra il 26 ed il 27 gennaio 1967, quando Luigi Tenco muore in un stanza d’albergo, a Sanremo, e l’eco di quel suicidio, così blasfemo nell’Italia del boom economico e così incomprensibile in un festival di canzonette, non giustifica neppure l’interruzione della gara.
Tenco, mito senza tempo e precursore della consapevole autorialità di chi scrive musica, è anche uno specchio nel quale riflettere paure e speranze, coniugando la melodia delle sue liriche, le immagini del nostro passato più recente e le parole dello scrittore Piergiorgio Paterlini, autore del testo. La musica codifica situazioni e stati d’animo, classifica sentimenti ed emozioni, fornisce una chiave per poter misurare noi stessi con il mondo: un pianoforte in scena accompagna il racconto di una storia dedicata a Luigi Tenco, diretta da Marco Mattolini ed interpretata da un intenso Gianluca Ferrato, che sposa la propria formazione nella prosa con la lunga militanza nel musical.
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C’è un bambino -scrive Marco Mattolini-
che ha solo 7 anni quando Luigi Tenco muore. Eppure nessun altro evento gli rimarrà per sempre impresso nel cuore e nella mente come questo, e nemmeno lui sa ben spiegarsene il perché. Di sicuro, quel bambino - che oggi ha 46 anni, fa il notaio ed è il protagonista della storia che va in scena (non Tenco, dunque) nel momento in cui decide che è venuto il momento di tentare un bilancio profondo e impietoso della propria vita (il rapporto con la madre prima, con la moglie poi, i temi che da sempre lo affliggono: su tutti il bisogno di successo come irrisolto bisogno di essere amato per quello che è), nel fare questo bilancio trova imprescindibile confrontarsi con i grandi temi della vita e delle canzoni di Luigi Tenco. Dunque, quella che viene rappresenta – come spiega il sottotitolo – non è la storia di Luigi Tenco, ma una storia “altra”, una storia di pura invenzione. Una storia per – Una storia dedicata a Luigi. Una storia che avrei e avremmo voluto raccontargli. Una storia che - probabilmente - gli sarebbe piaciuta.Quante vite avrei voluto – Una storia per Luigi Tenco è uno spettacolo che parla di un mito generazionale per dire del bisogno d’amore di tutti, un percorso dove la musica e la parola sono entrambi strutturalmente indispensabili al racconto, una pièce emozionante, ma non necessariamente sempre triste, un oggetto scenico (modello: il pianoforte) che - con pochi semplici cambiamenti e assieme a proiezioni non didascaliche, ma evocative su grande schermo - suggerisce e sintetizza i luoghi deputati dell’azione, un lavoro di cesello su recitazione e interpretazione musicale, in cui il pianista non accompagna e basta, ma è parte in causa, coerentemente ai contenuti che il testo esprime. Ci sono degli spettacoli a cui vuoi bene più che ad altri: questo è uno di quelli".
Quante Vite Avrei Voluto
Una storia per Luigi Tenco
di Piergiorgio Paterlini
con Gianluca Ferrato, Marco Savatteri (pianoforte)
regia Marco Mattolini
prodotto da Gesta Promotion
direzione musicale e arrangiamenti: Stefano De Meo
disegno luci: Marco D’Amelio
video: Riccardo Verrecchia
interpretato da Gianluca Ferrato affiancato in scena da Marco Savatteri al pianoforte.
Quando?- da martedì 29 gennaio a sabato 2 febbraio 2008
- ore 20.45
- domenica 3 febbraio 2008
- ore 15.30
Dove?
- Teatro Gobetti - via Rossini 8, Torino
Costo?
- 19 euro
29 / 01 / 2008
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