Teatro - 'SVET - La luce splende nelle tenebre', al Valdocco (11-16 mar)

"Capita -scrive Franco Quadri su La Repubblica del 15 gennaio 2007- sempre più di rado in Italia di entrare in un teatro e trovarsi totalmente preso dallo spettacolo sentendosi parte della tensione di un pubblico che si ritrova, come te, a un tempo spettatore e dentro la scena… Mai rappresentato nell’Europa occidentale, è l’ultimo testo scritto dal vecchio Tolstoj per il teatro, non finito, con la scena conclusiva riscritta dal traduttore Danilo Macrì insieme al regista Marco Sciaccaluga, basandosi sugli appunti dell’autore: ed è la storia di un latifondista russo che scopre il Vangelo e ne pretende l’applicazione assoluta, tentando di imporre una sorta di dittatura della non violenza. È una bomba che ripercorre la biografia del grande scrittore, ricostruendo le ingiustizie di una società autoritaria davanti a una grande crisi che, in forme diverse, continua a coinvolgere anche i nostri problemi di convivenza. Il protagonista finirà sconfitto per l’incapacità, a Tolstoj ben nota, di conciliare i suoi rigidi princìpi con le abitudini, per cui cede i suoi beni alla moglie con una finzione di cui si vergognerà, mentre la radicalità dei suoi princìpi trova dei seguaci e fa anche delle vittime. In una efficacissima scena in continuo mutamento di Jean-Marc Stehlé, Sciaccaluga conduce con partecipazione passionale la complessa e colorita vicenda che ruota intorno alla figura ostinata e patetica, a tratti teneramente buffa di un Vittorio Franceschi di toccante credibilità, accanto a attori che interpretano con dedizione gli altri trentaquattro ruoli, con note particolari per Orietta Notari e Gianluca Gobbi…".
Svet (alla lettera “luce”) venne pubblicato postumo nel 1912, a Berlino, con il titolo provvisorio di I Svet vo tme svetit che cita un verso del Vangelo di Giovanni (E la luce splende nelle tenebre). Lev Nikolaevic Tolstoj (1828 - 1910) condensa in Svet i principali motivi che ossessionarono gli ultimi anni della sua vita: la concezione evangelica dell'esistenza, l'anticlericalismo, il rifiuto della guerra e della violenza, il tema della non resistenza al male. Emerge così in primo piano il dramma morale, vissuto sulla propria pelle dal protagonista, dell'impossibilità di far coincidere la teoria con la pratica quotidiana: dramma che travagliò anche la vecchiaia di Tolstoj, rendendo difficile i suoi rapporti in famiglia, sino alla disperata fuga da casa e alla sua squallida morte nella stazione di Astopovo.
"SVET - La luce splende nelle tenebre"
di Lev Tolstoj
con Vittorio Franceschi, Orietta Notari
regia Marco Sciaccaluga
versione italiana di Danilo Macrì
interpretato da Vittorio Franceschi e da un folto gruppo di attori, tutti formatisi alla Scuola di Recitazione dello Stabile: Matteo Alfonso, Alice Arcuri, Fiammetta Bellone, Massimo Cagnina, Fabrizio Careddu, Gianluca Gobbi, Maurizio Lastrico, Barbara Moselli, Orietta Notari, Stefania Pascali, Pier Luigi Pasino, Fiorenza Pieri, Vito Saccinto, Federico Vanni
scena Jean-Marc Stehlé
costumi Catherine Rankl
musiche originali Andrea Nicolini
luci Sandro Sussi
prodotto dal Teatro Stabile di Genova
Quando?
- da martedì 11 a sabato 15 marzo 2008
ore 20.45
- domenica 16 marzo 2008
ore 15.30
Costo?
- 24 euro
Dove?
- Teatro Grande Valdocco - via Sassari 28/b, Torino
Info
11 / 03 / 2008
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