Teatro - 'Tre sorelle' di Cechov, al Valdocco (12-17 feb) 
Un ritorno a Čechov per Massimo Castri che, a distanza di vent’anni, dopo Il gabbiano che gli valse il premio Ubu e dopo aver lavorato sui grandi autori del teatro, da Euripide a Pirandello, da Ibsen a Strindberg, mette in scena Tre sorelle, che egli stesso definisce: " il testo più bello e duro di Čechov" e al quale riconosce, a distanza di un secolo dalla sua apparizione, una sorprendente attualità. " I testi che scelgo -scrive Massimo Castri- , ovviamente, corrispondono ad una mia poetica e ad una mia propensione per un ambito di testi teatrali di confine, testi, cioè, che si pongono e nascono dentro la crisi o il cambiamento di un mondo e cercano forme nuove per raccontare questo cambiamento: Euripide e Čechov, pur nella loro grande lontananza, sono attraversati da questa tensione comune, un teatro della crisi che intreccia, in un laboratorio di altissimo livello, lo smantellamento delle vecchie forme con la ricerca di nuove forme per i nuovi modi di umanità e società.
Tre sorelle è un testo che parla di noi a distanza di un secolo in maniera sorprendente, e ci racconta in tutta la nostra incapacità di vivere il presente e di costruire il futuro; un testo che modifica l’immagine del cantore del crepuscolo della borghesia russa tardottocentesca e ci svela la complessità di un autore che espande le proprie radici molto lontano nell’accidentato territorio novecentesco con un atteggiamento disincantato e spietato nella sua lucidità, tanto da evocare il nichilismo di Beckett. In questo testo corale che presenta, nel corso dei quattro atti, quattro tranche de vie, quattro istantanee di vissuto quotidiano, segmenti di un’esistenza qualunque, si può leggere in profondità la rappresentazione di un’umanità che oscilla tra passato e futuro come tra due età dell’oro che non esistono. Čechov, attraverso un realismo che si radicalizza, diventa cioè ipersignificante e simbolico, dipinge il ritratto freddo e ironico di una comunità inconsapevole in marcia verso il niente".
 " Fu un autentico -scrive Franco Quadri su La Repubblica dell’8 ottobre 2007- punto di partenza e d’arrivo, agli inizi degli anni Cinquanta, la mirabile edizione delle Tre sorelle in cui Luchino Visconti […] cercò di recuperare una lettura di Čechov attraverso Stanislavskij in un’Italia appena uscita dal fascismo e vogliosa di confrontarsi con le atmosfere di un paese sfiduciato alla vigilia di un ineluttabile cambiamento. Si può dire che Massimo Castri ci riporti a quel modello esemplare con uno spettacolo degno di certi suoi superbi momenti ibseniani, nato in questi nostri vuoti giorni di banalità trionfante in cui manca pure la possibilità di sperare nei miraggi del futuro ipotizzati nella pièce dal colonnello Verscinin. Eccolo dunque alle prese con un inedito, appassionato cast di attori ansiosi di misurarsi con personaggi di cui condividono l’età, dalla balia ottuagenaria della sensitiva Barbara Valmorin alla Irina ventenne di Alice Torriani, tutti tesi a cercare coi loro personaggi una realtà che li unisca e invece dovrà dissolversi nel vuoto della scena superbamante negata da Maurizio Balò: solo una tavola al centro […] tra le valigie dell’arrivo dei militari e quelle della loro partenza, mentre risuonano secchi come gridi gli interventi musicali di Arturo Annecchino, davanti ad un fondale che, passando via via dall’azzurro al giallo, al nero, al grigio chiude ogni prospettiva, e non lasciando alla felice immediatezza di Laura Pasetti, Bruna Rossi, Mauro Malinverno, Sergio Romano, Paolo Calabresi, Renato Scarpa, Claudia Coli, Milutin Dapcevic, Miro Landoni, altra possibilità che parlare con se stessi, mimetizzandosi negli altri, ridotti a invidiare l’incoscienza animale. Un’emozionante serata d’arte che ci riguarda".
"Tre sorelle"
di Anton Čechov
regia: Massimo Castri scene e costumi: Maurizio Balò
luci: Gigi Saccomandi
musiche: Arturo Annecchino
suono: Franco Visioli interpretato da (in ordine di locandina):
Mauro Malinverno (Prozorov, Andrèj Sergèevič), Claudia Coli (Natalja Ivànovna - [Nataša]), Bruna Rossi (Olga), Laura Pasetti (Maša), Alice Torriani (Irina), Paolo Calabresi (Kulygin, Fëdor Ilíč), Sergio Romano (Veršinin, Aledsàndr Ignàtevič), Roberto Salemi (Tuzenbach, Nikolàj Lvovič), Milutin Dapcevic (Solënyj, Vasilij Vasílevič), Renato Scarpa (Čebutykin, Ivàn Romànovič), Roberto Baldassari (Fedotik, Aleksèj Petrovič), Angelo Di Genio (Rodè, Vladimir Kàrlovič), Miro Landoni (Ferapònt), Barbara Valmorin (Anfisa) prodotto dal Teatro di Roma
Quando?
- da martedì 12 a sabato 16 febbraio 2008
- ore 20.45
- domenica 17 febbraio 2008
- ore 15.30
Dove?
- Teatro Grande Valdocco - via Sassari 28/b, Torino
Costo?
- 24 euro
09 / 02 / 2008
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