Teatro - 'Verso Elettra', al Tangram (29 feb - 2 mar)

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Le Elettre del nostro tempo sono tante, stanno dietro ad una finestra e guardano passare la vita degli altri, sanno molte cose, conoscono i segreti delle persone. Stanno lì, vivono nel ricordo di una famiglia, di un amore che non esiste più". (Silvia Battaglio).
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Verso Elettra" rappresenta un passaggio all'interno di un percorso di ricerca teatrale iniziato con "
Ofelia", che ancora una volta vuole focalizzare l'attenzione su figure femminili che, intrappolate dalle contraddizioni di una società spaccata e contraddittoria, subiscono un "destino" subalterno. Appartengono ad epoche e contesti storici lontani ma sono estremamente vicine a noi.
Si narra che un tempo un padre di famiglia di nome Agamennone, dopo aver sacrificato come atto propiziatorio la figlia Ifigenia, parte per la guerra di Troia, lasciando la moglie e gli altri due figli, Elettra ed Oreste. Al suo ritorno, Agamennone viene ucciso dalla moglie Clitennestra, con l'aiuto dell'amante Egisto. A questo punto, Elettra, convince Oreste ad uccidere la madre e il suo amante, per vendicare il padre.
Elettra diventa un'assassina, ma è anche una figlia in lutto, feroce e sola, vittima e carnefice, innocente e colpevole allo stesso tempo.
A questo punto, i fatti sono accaduti. E dopo cosa succede?
E' da qui che ha inizio questa storia.

Dalla paura di Oreste, che dopo aver visto la madre morire, dopo aver visto il sangue nelle mani della sorella, fugge via, come un bambino spaventato, cerca un nascondiglio, trattiene il respiro e chiude gli occhi per vincere la paura.
La storia inizia da questa Elettra rimasta da sola, che tenta in tutti i modi di ricostruire un ordine famigliare, un ordine interno ed esterno, di ritrovare il punto in cui tutto è andato perduto.
Elettra si ritrova prigioniera della sua storia e va alla ricerca dell'istante in cui ha perso la razionalità, si addentra nell'intervallo di tempo che risiede tra il prima e il dopo, tra l'innocenza e la colpevolezza.
Un percorso nella mente, dove il pensiero non riesce più a sostenere il peso del fatto compiuto.
Elettra tenta di auto-analizzarsi, di affermarsi, di emanciparsi, di comprendere la sua parte buia per non averne più paura.
Elettra cerca di rallentare il tempo, di dilatarlo, cerca quell'ordine che le è mancato e di cui ha sempre avuto bisogno, e per il quale è diventata lei stessa un'assassina.
Elettra rimane chiusa dentro un'idea di famiglia che ha amato ed odiato e vi si annulla, ne diventa schiava e patologicamente dipendente, vivendo perennemente nell'espiazione della colpa, rinunciando alla vita. Vive tra i fantasmi della mente, in nome di quella famiglia che risulta essere microcosmo e metafora della guerra e della violenza dei giorni nostri, talvolta dirompente, talvolta subdola e sotteranea.
L'unica persona con la quale Elettra arriva a percepire la realtà è Oreste, che rappresenta per lei la sua parte migliore, la sua anima buona, la metà del suo cuore che ancora riesce ad amare qualcosa.
Un contatto, una parola vera che risuona salvifica, e in quel sentire l'amore fraterno, Elettra ritrova uno spiraglio di lucidità, di consapevolezza, riesce a vincere la paura, a sentire il suo amore e forse a salvare se stessa.
Elettra ritrova Oreste, e decide di concedergli la vita, dandogli il permesso di abbandonare per sempre la casa, la famiglia fantasma, in nome di un'altra possibilità di esistenza. Lei invece nella casa resterà sola, ferma. Consapevole di non avere più niente da perdere, guardando Oreste correre verso la vita.
Ed è a lui che Elettra dedica la sua unica vera parola d'amore.

E' una modalità di creazione dello spettacolo molto particolare quella che Silvia Battaglio, giovane attrice e danzatrice, propone. I suoi ultimi spettacoli hanno tempi di gestazione lunghi, prevedono alcuni appuntamenti aperti al pubblico per poi richiudersi un ambito di laboratorio, per puntualizzare scelte e modalità espressive. E nell'arco di un anno e mezzo diventano spettacoli compiuti. Questo lavoro di ricerca lungo e meticoloso è il segno di questa giovane artista torinese che ha studiato all'ERT di Modena e che fonde con eleganza e forza espressiva prosa e teatro-danza.
In realtà Elettra è il pretesto per un indagine ampia e severa dell' "Istituzione Famiglia", è occasione di analisi di rapporti che sfiorano il patologico e che sono presenti non solo nelle pagine della letteratura ma troppo spesso in cronaca sui nostri giornali.
"Verso Elettra"
revisione drammaturgia e regìa Silvia Battaglio
con Silvia Battaglio
e con Amalia De Bernardis, Maria D'Eredità, Davide Bernardi,
Valentina Salerno e Davide Gennarino
riferimenti letterari Euripide, Margherite Yourcenar, Dacia Maraini,
Monica Centenni, Mariangela Gualtieri
musiche di Tourgue e Hupin, Album Leaf, Roni Size,
Francesco Vigna, Giorgio Consolini
elementi scenici Renato Ostorero
tecnico di compagnia Francesco Fuggetta
costumi Daniela Gramaglia "La Soffitta"
produzione Tangram Teatro Torino
Quando?
- da venerdì 29 febbraio a domenica 2 marzo 2008
- ore 21
Dove?
- Tangram Teatro Torino - via Don Orione 5, Torino
28 / 02 / 2008