Teatro - 'Decamerone. Amori e Sghignazzi', al Gobetti (1-6 apr)
Prosegue il viaggio di Ugo Chiti nelle novelle di Giovanni Boccaccio: dopo Decameron-Variazioni, Amori e Sghignazzi percorre con maggiore leggerezza le pagine del grande autore, celebrandone i repentini passaggi dal comico al tragico, dal satirico al filosofico. Nella grande commedia umana, tre grandi forze si confrontano, governando le sorti del mondo: Fortuna, Ingegno, Amore.
Chiti isola quindi quattro novelle dove beffe, travestimenti, doppiezze, amori assoluti, sacrifici estremi diventano materia drammaturgica e gioco squisitamente teatrale.
L’amore secondo Boccaccio è una forza insopprimibile, motivo di diletto ma anche di dolore, che agisce nei più diversi strati sociali e per questo spesso si scontra con pregiudizi culturali e di costume. La virtù in questo contesto non è mortificazione dell’istinto, bensì capacità di appagare e dominare gli impulsi naturali.
"Lo spettacolo -dichiara Ugo Chiti- prende a pretesto una delle novelle più squisitamente “boccaccesche” del Decamerone, la vicenda di Masetto che “ si fa mutolo e diviene ortolano in un monastero di donne” per innestarvi altre novelle narrate dalle monache con intenti e finalità diverse.
Dalla seconda giornata arriva la lunga odissea di Alatiel, mandata dal padre in sposa al Re del Garbo e continuamente rapita, concupita e violata. L’andamento circolare e ripetitivo del racconto suggerisce una tragicomica “involontaria” riflessione sulla condizione femminile. Dalla terza giornata arriva la storia di Alibech, che diviene romita e impara da Rustico il monaco, come si fa a “rimettere il diavolo nell’inferno”, buffa, geometrica proiezione onirica di Masetto al femminile. Ultima novella narrata, dopo il fraseggio farsesco delle precedenti è la tragica vicenda di Isabetta e dei suoi tre fratelli. Isabetta è una delle “eroine” della quarta giornata dove il tema ricorrente di amore e morte trova proprio nella sua vicenda il vertice della dedizione sentimentale.
Tutti, uomini e donne, in quella grandiosa commedia umana che è il Decamerone, si muovono passando dal comico al tragico con lussureggiante invettiva. Uomini e donne colti in un perenne movimento che è equilibrio e balletto, rappresentazione reale e metaforica della vita osservata con occhio sarcastico e dolente assieme".
Rossella Battisti sull’Unità del 6 agosto 2007 ha scritto:
"Chiti è un impastatore ardito, scaltrito dalle sue stesse scritture (lo confessiamo subito: ci appare come uno degli autori più completi e originali del teatro italiano) e per questo capace di scalare in agilità anche le vette di un autore “sacro” come Boccaccio, nella sua opera più “profana”, il Decamerone. Avvicinato per gradi, un assaggio con variazioni prima e ora spettacolo che con la prima novella ne incomincia altre tre.
Gli Amori e Sghignazzi, decamerone personale di Chiti, echeggia così la sua fonte nell’andamento circolare e negli umori, dal comico al tragico, e negli spazi, dalla reggia alla stalla. Bignami di un’ora che si sfoglia leggero in una sera d’estate, sullo sfondo di una porta asimmetrica dalla quale sciamano i personaggi della multipla novella. (…) Un bozzolo di passioni nere e di tenerezze violate che accende e dà sostanza al divertissement boccacciano di Chiti, sostenuto ancora una volta dai versatili attori della sua Arca Azzurra, qui pronti anche a ribaltarsi in continui en travesti".
Decamerone - Amori e Sghignazzi
libero adattamento di Ugo Chiti da “Decameron” di Boccaccio
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Teresa Fallai, Alessio Venturini
regia Ugo Chiti
costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
musica originale e adattamento Vanni Cassori e Jonathan Chiti
oggetti di scena Lucia Socci
Arca Azzurra Teatro/Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Teatro Comunale Niccolini
Quando?
- da martedì 1 a sabato 5 aprile 2008
ore 20.45
- domenica 6 aprile 2008
ore 15.30
Costo?
31 / 03 / 2008