Teatro - 'Boccuccia di Rosa', a Moncalieri (13-18 maggio)

Immaginate un caleidoscopio di situazioni in un incastro che rimanda al labirinto, ai luoghi nascosti della mente, dove “l’educazione sentimentale” delle prostitute, condotta spietatamente da una feroce Maman e dal compagno Max, affianca le “motivazioni” dei clienti e i dati devastanti della tratta, dove la violenza sessuale, sconvolgente e criminale, incontra la sordida violenza delle mura domestiche nascosta nelle pieghe del ricordo di una donna invecchiata in un museo delle bambole.
I destini dei personaggi appaiono e scompaiono come i luoghi della scena: un vecchio museo delle bambole, ormai in disuso, abitato da due donne, un’anziana e distinta signora e una giovane incinta, che ne accudiscono le ultime vestigia preparandosi a lasciarlo. Poi, come dal nulla, come una vetrina di una casa di bambole, una stanza spoglia: è notte, si sente ancora il temporale che ha imperversato sul museo, e una donna armeggia al fornello del cucinino mentre un uomo siede al tavolo, con una tazza in mano, in attesa. Un vecchio si appoggia alle pareti, mangia e beve come l’ultimo pasto e sogna boccucce di rosa sulla sua pelle rugosa.
E di nuovo il museo delle bambole all’alba, nella quiete che segue al temporale. Qui, in questa sorta di “museo dell’infanzia”, si incontrano e si consumano i destini delle donne di questa storia, qui si fa corpo e voce il grumo inconfessato e difficilmente confessabile della violenza.
"Immaginate -scrive Pietra Selva Nicolicchia- di vivere la vostra vita, qualunque essa sia, povera, misera, squallida e sia pure, ma la conoscete, le vostre mani, i vostri occhi, i piedi sanno; e suoni e odori, sono gli stessi di sempre da quando il vostro respiro ha dato fiato al primo urlo. E d’improvviso nessun orientamento possibile, nessuna stella a guidarvi, non capite più nulla, né dove siete, né perché. Niente del vostro corpo e niente del mondo che adesso è intorno a voi può aiutarvi: e in quel buio sentite il vostro respiro rotto, veloce, trattenuto, affannato, centuplicato da altri respiri affannati, rotti, veloci, trattenuti […]".

"Boccuccia di rosa -scrive Osvaldo Guerrieri su La Stampa del 27 novembre 2007- è un giallo: un enigma distorto fino allo strappo dalle atrocità della vita. […] Siamo in un museo delle bambole in fase di sgombero. Casse ovunque, casette-giocattolo uguali alla grande casa sullo sfondo. In questo spazio infantile scocca il colloquio tra due donne che, da affettuoso, si inasprisce fino alla lite propiziata dall’arrivo d’un uomo e dalla foto di una bambina. Nel secondo quadro la casa si spalanca in una visione di sfruttamento sessuale […]".
Boccuccia di Rosa
testo e regia di Pietra Selva Nicolicchia
ideazione progetto di Laura Salvetti Firpo
con Patrizia Schiavo, Francesca Ardesi, Antonio Damasco, Gloria Liberati, Raffaella Tomellini, Silvano Berton
scene e luci di Francesco Dell’Elba
costumi di Marzia Paparini
immagini video di Letizia Battaglia
suono G.U.P.
spettacolo prodotto da Compagnia Viartisti con il sostegno del Sistema Teatro Torino, della Regione Piemonte, della Città di Torino, della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Città di Grugliasco
Quando?
da martedì 13 a domenica 18 maggio 2008
- da martedì a sabato
ore 20.45
- domenica
ore 15.30
Costo?
Dove?
- Limone Fonderie Teatrali
via Pastrengo 88, Moncalieri (Torino)
Info
13 / 05 / 2008
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