Teatro: ''Caino'' di Ronconi-Gualtieri alle Fonderie Limone di Moncalieri (13-16 gennaio)
13 / 01 / 2011 - Lo spettacolo è uno dei grandi affreschi di Cesare Ronconi e del Teatro Valdoca, grande non solo per numero ed eccellenza di chi vi partecipa, ma per sottigliezza, passione, durata di studio e di lavoro intorno alla figura di Caino. E grande anche come risposta di una Compagnia a questo tempo che vorrebbe gli artisti del teatro inginocchiati, depotenziati e muti.
Lo spettatore si troverà davanti ad un allestimento non narrativo, visionario, molto dinamico, in cui il sogno pare il terreno più adatto ad accogliere i temi cangianti di questa pagina della Genesi.
Al centro c’è l’inquietante, affascinante primo nato del mondo, che non solo uccide, ma anche edifica la prima città e dà inizio alla parabola tecnologica che arriva fin qui.
Caino somiglia a noi, uomini e donne di questo tempo: siamo soli quanto lui, distruggiamo la vita fuori e dentro di noi, siamo ormai senza un’idea di prossimo, e anche attivi quanto lui, lontani da qualunque tema celeste, tutti votati alla quantità.
Cesare Ronconi ha raccolto intorno a sé i collaboratori più amati. A Danio Manfredini l’arduo compito di tratteggiare Caino, tirarlo via dallo stereotipo solo violento e dotarlo di tutte le sfumature dell’umano. Un Caino adulto e riflessivo il suo, che dà complessità e spessore al tema del male, tema troppo spesso appiattito in un nero senza sfumature. Ad eccitarlo in volontà di potenza e protervia, interviene la figura dell’Illusionista, che ha caratteri luciferini e che a volte assume il ruolo violento di un doppio ringiovanito di Caino. È Leonardo Delogu ad interpretarlo, attore cresciuto alla scuola Valdoca. Un Alato con tratti di soavità, ma anche capace di toni severi, è affidato a Raffaella Giordano, alla sua danza che sola sa coniugare leggerezza e inquietudine, volo e baratro, demenza e acume. Sarà Mariangela Gualtieri a dare voce all’Alato, anche lei in scena nel realistico ruolo di chi ha scritto le parole del testo: la sua voce ha gli stessi caratteri della figura danzante che, liberata così dal peso del dire, resta più sospesa fra umano e sovraumano. Grande e multiforme interprete è il Coro, composto da sette elementi, da cui spicca a tratti la figura muta e inerme di Abele interpretato da Giacomo Garaffoni. Il Coro ha i caratteri contraddittori della gente del mondo, violento, pietoso, savio, meschino, ma nell’azione ha lo splendore, la generosità e l’irruenza della giovinezza. La tessitura ritmica di tutto lo spettacolo è affidata alle gambe, alle braccia, alle voci e alle facce del Coro, come ad un unico sensibilissimo organismo vivo, composto da Susanna Dimitri, Sara Leghissa, Isabella Macchi, Silvia Mai, Daria Menichetti, Mila Vanzini. Un Fabbro Percussionista, Enrico Malatesta, batte una grande incudine e altre fonti sonore: insieme ad Alice Berni e Luca Fusconi, scriverà dal vivo, ogni sera, il suono di scena.
Caino -scrive Mariangela Gualtieri- in modo quasi profetico somiglia proprio a noi, uomini e donne di questo tempo. Come lui siamo andati lontanissimi dalla terra feconda, distruggiamo la vita fuori e dentro di noi, siamo ormai senza un’idea di prossimo, lontani da qualunque tema celeste. Come Caino, che dopo il fratricidio costruisce la prima città e dà inizio alle nere arti della tecnologia, siamo immersi in un agire furioso. Tutta la sanguinolenta e anche splendida storia umana pare il seguito di quella di Caino. Ma è possibile pensare che è talmente d’amore la sostanza siderale di cui siamo fatti, che se non siamo amati diveniamo deformi? Pensare che il male esiste già prima della società, con radici, scappatoie, cunicoli dentro di noi, e che sempre siamo chiamati a fronteggiarlo?.
La messa in scena “oracolare” del Caino -dichiara Cesare Ronconi nelle note di regia- è l'evento centrale del mio lavoro artistico negli ultimi due anni. È un viaggio nell'ombra e nel buio, dentro la bellissima cella che il lavoro di vari anni ha eretto, mattone dopo mattone, opera dopo opera. La mia ombra e quella dei compagni di lavoro si proiettano sulle pareti della prigione con la forza delle incisioni rupestri e dei geroglifici. È necessario non spaventarsi della loro apparente incoerenza, c'è al contrario una coerenza intrinseca che emerge lentamente come alla fine di un “delirio” nel passaggio dal sogno alla realtà, in quello spazio ambiguo della veglia. È una rappresentazione di cose e di parole, forse si svela anche qualcosa del destino dello spettatore, sicuramente si tocca una ipersensibilità umana e la complicità del silenzio che ne segue. Per vederlo completamente è necessario chiudere gli occhi ed entrare nel volto globale della scena, senza timore di essere inghiottiti. Un grazie immenso ai tanti, molti che ci stanno aiutando a portarlo a compimento.
FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO Stagione 2010/2011
Prima assoluta
Caino
di Mariangela Gualtieri con Danio Manfredini, Raffaella Giordano, Mariangela Gualtieri, Leonardo Delogu e con Susanna Dimitri, Giacomo Garaffoni, Sara Leghissa, Isabella Macchi, Silvia Mai, Daria Menichetti, Mila Vanzini. Musica dal vivo di Enrico Malatesta (percussioni) e Alice Berni (elettronica). La regia, le luci e la scena del Caino sono di Cesare Ronconi e i costumi di Daniela Fabbri e Sofia Vannini
Il testo sarà pubblicato a gennaio 2011 nella collezione di Teatro Einaudi
Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Valdoca con il sostegno di Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro A. Bonci di Cesena con la collaborazione di Fondazione Romaeuropa, AMAT - Teatro G. Rossini di Pesaro, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Teatro della Luna di Milano, Si ringrazia l’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Provincia di Forlì-Cesena e Comune di Cesena.
Quando? 13-16 gennaio 2011
- giovedì ore 19.30
- venerdì e sabato, ore 20.45
- domenica, ore 15.30
Costo?
Dove? Fonderie Limone Moncalieri via Eduardo De Filippo angolo via Pastrengo, 88 - Moncalieri
Info
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Biglietteria Teatro Regio - Teatro Stabile, piazza Castello 215 - Torino (da martedì a venerdì, orario 10.30-18; sabato 10.30-16)
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tel 011 8815.241 / 242
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nei giorni di recita è possibile acquistare i biglietti alla cassa del teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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