Thyssen Krupp - Lavorare per vivere e non lavorare per morire
"Il lavoro è per l'uomo e non l'uomo per il lavoro", ha detto Severino Paoletto, arcivescovo di Torino nel corso dell'omelia nel Duomo, per i funerali dei quattro operai dell'azienda tedesca.
Sia all'interno che all'esterno una grande folla, composta, in silenzio, tra il dolore e la rabbia, ha partecipato alla cerimonia religiosa, vicina ai familiari ed agli amici delle vittime.
"Ci nascono domande nel cuore: negligenza, mancanza di sicurezza, eccessiva ricerca di profitto senza dovute garanzie per sicurezza e la salute dei lavoratori? Non tocca a me rispondere ma a quanti hanno responsabilità specifiche", ha continuato il cardinale, "Mi sento però di ribadire come da sempre insegna la dottrina sociale della Chiesa che il lavoro è per l'uomo e non l'uomo per il lavoro".
"Ciascuno si assuma le sue responsabilità perché questa è una nuova questione sociale... questi sono valori primari che per nessuna ragione devono essere messi a rischio". Queste le parole del prelato dinanzi le bare di Antonio Schiavone (36 anni), Roberto Scola (34 anni), Angelo Laurino (43 anni) e Bruno Santino (26 anni).
Presenti in chiesa Cesare Damiano, ministro del Lavoro, Sergio Chiamparino, sindaco di Torino.
Gli altri tre operai, rimasti feriti durante l'incendio alla linea cinque della fabbrica, sono ancora all'ospedale in gravi condizioni.
Intanto la Procura ha avviato un'inchiesta, dove compaiono reati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose, con, per ora, indagati tre dirigenti della Thyssen Krupp.
(Fonte Reuters Italia)
13 / 12 / 2007
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