Thyssenkrupp: 'Attaccati a un Filo' di Simone Bosco e 'Torino-Terni. Un viaggio nell’acciaio' (22 gennaio) Sicurezza sul lavoro significa avere una buona probabilità di ritornare a casa uscendo indenni dal luogo di lavoro. Non solo questo però. Significa anche non ammalarsi poco per volta, tutti i giorni, fino a perdere la vita o a rimanere menomati, nel corpo o nella mente, per sempre.
Stabilimento Thyssenkrupp, c.so Regina Margherita, Torino (foto di Pisani Maurizio)
I pericoli legati alle attività umane, al lavoro, sono subdoli. Quasi sempre non ci avvertono e quando lo fanno non sempre possiamo ascoltarli. Occorrono la consapevolezza, da parte di tutti, e la convinzione che una sola vita umana o la stessa qualità della vita valgono di più di qualsiasi punto percentuale, di qualsiasi carriera, di qualsiasi speculazione di borsa. Molto di più.
Lo spettacolo. Presse, martelli pneumatici, altiforni, motori, seghe sono gli strumenti che danno voce, a volte assordante, alla musica di questa performance. Ad essi si confondono altri strumenti percussivi, che insieme all’uso dell’elettronica creano suoni immaginari per evocare la realtà degli ambienti lavorativi. Le immagini del video-artista cileno Felipe Aguila e del fotografo torinese Leonardo Schiavone usano traiettorie visive che si muovono tra i poli dell’astrattismo e della narrazione, intrecciandosi continuamente con la struttura complessiva della musica, a cui si aggiungono i gesti e le azioni del musicista performer Simone Bosco.
Per la rassegna Presente Imperfetto 01 sulle rotte dei diritti negati
Attaccati a un Filodi Simone Bosco (qui a lato)Genere: musica, video, fotografia
Simone Bosco: percussioni, elettronica, voce. Felipe Aguila: visuals. Leonardo Schiavone: fotografie.
Il filo come la fune che regge qualcuno o qualcosa. Il filo rosso che lega le morti bianche. Il filo sottile che separa la vita dalla morte. Il filo del discorso narrativo che per immagini e suoni racconta una storia di lavoro, fatica, sudore, lotte e … fili che si spezzano.
Direzione artistica: OZ-motic Realizzazione: SUR e Caffè Basaglia
Quando?
- giovedì 22 gennaio 2009
ore 21.45
Dove?
- Caffè Basaglia
via Mantova 34, Torino
Costo?
Info
La mostra fotografica
Torino-Terni. Un viaggio nell’acciaio Torino e Terni sono due città molto diverse, ma legate dalla presenza sul territorio di entrambe di un’acciaieria della multinazionale tedesca ThyssenKrupp.
A Torino, dopo l’annuncio dell’imminente dismissione, lo stabilimento ha chiuso nel peggiore dei modi, con il tragico incendio del 6 dicembre 2007 costato la vita a sette operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi.
A Terni invece l’acciaieria lavora a pieno ritmo, anzi dovrebbe trarre beneficio dalla cessazione della produzione dell’impianto torinese. Tra gli operai ternani si sta però diffondendo la voce che possa chiudere il reparto “a caldo”, il cuore dell’acciaieria. Così come qualcuno sostiene che lo stabilimento torinese sia stato smantellato per salvaguardare quello ternano, ora si paventa il rischio che l’impianto ternano possa essere “sacrificato” a vantaggio di un’imponente acciaieria che la ThyssenKrupp sta costruendo in Alabama, negli Stati Uniti.
La chiusura del “caldo” potrebbe portare, un domani, alla cessazione di tutte le attività della fabbrica umbra, che, in una città che supera di poco i 100.000 abitanti, conta ora 3.500 addetti, senza contare le aziende e i lavoratori dell’indotto. E ritornano le preoccupazioni sulla competitività a tutti i costi, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sul futuro degli operai e delle loro famiglie...
La mostra fotografica, ispirata all’omonimo documentario, ripercorre l’esperienza di due lavoratori torinesi della ThyssenKrupp: Piero Barbetta e Luigi Gerardi. Scampati al disastro del 6 dicembre, ma ora in cassa integrazione alla ricerca di un lavoro, e membri attivi dell’associazione onlus Legami d’Acciaio, che riunisce i familiari delle vittime del rogo e gli operai della ThyssenKrupp di Torino.
Piero si sta guardando intorno e vorrebbe magari lavorare in un cantiere edile. Gigi, invece, sogna di aprire un’attività in proprio, forse un bar. Ma non scordano il loro passato in acciaieria. Anche perché il fratello di Piero, Fabio, e un caro amico di Gigi, Maurizio, un tempo loro compagni di lavoro a Torino, si sono trasferiti alla ThyssenKrupp di Terni e continuano a produrre acciaio.
Un viaggio a Terni compiuto dai due (ex) operai torinesi è l’occasione per rivedere parenti e amici, raccontare la terribile tragedia vissuta e fare in modo che non accada mai più, né a Torino, né a Terni o in altre città. (testo di Massimiliano Quirico)
In mostra: 15 fotografie di Giulio Lapone, Maurizio Pisani, Massimiliano Quirico, Leonardo Schiavone.
21 / 01 / 2009
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