Torino e nuove attività: l'odissea burocratico delle licenze e delle autorizzazioni - La Parola ai Lettori
26 / 05 / 2010 - Spett.le Redazione, ringraziandoVi immensamente per il lavoro che ogni giorno svolgete, Vi scrivo per riportarVi una problematica vicenda, che mi tocca personalmente e che interessa la pubblica amministrazione piemontese. Sono un giovane imprenditore di 30 anni che gestisce da 4 anni un’azienda di informatica e che, nel maggio del 2009 ha deciso di intraprendere una seconda attività, ovvero il lancio di un marchio di pasticceria siciliana (“Pistacchio”) con l’apertura di un primo punto vendita a Torino, che oggi potete trovare operativo in corso Racconigi 18/B. La mia ambizione, condivisa dal mio socio palermitano Quartuccio, è quella di creare dei punti vendita in cui si possa respirare un’atmosfera di Sicilia, sia grazie alla ricca scelta di prodotti di pasticceria e rosticceria prodotti artigianalmente, gelati e granite siciliane, sia grazie alle ambientazioni accuratamente riprodotte a questo scopo. Tutto questo accompagnato dalla caffetteria e dal servizio ai tavoli (in corso Racconigi abbiamo 65 posti a sedere), per i quali è necessaria la licenza di somministrazione di cibi e bevande, rilasciata dalle autorità comunali.
Si dà il caso che, se fino alla prima metà del 2009 tali licenze erano in numero limitato in modo che vi era un vero e proprio mercato alle spalle, ad agosto 2009 il Comune di Torino ha deliberato di fatto liberalizzando le licenze, per adeguarsi ad una precedente sentenza della corte di cassazione. Tale liberalizzazione però non ha portato, come ogni persona dotata di buon senso poteva immaginare, all’immediato rilascio delle autorizzazioni richieste (previa verifica di idoneità dei locali, s’intende), ma ad una moratoria di sospensione del rilascio di tutte le autorizzazioni! Tale sospensione è stata deliberata fino al 30/11/2009 e poi prorogata fino al 20/02/2010. Il motivo della sospensione era l’attesa della delibera regionale a riguardo, visto che le regole le fa la Regione ed il Comune si limita all’attuazione sul territorio, delibera che è arrivata solo a fine febbraio 2010 e che poi è stata attuata dal Comune di Torino in data 30/03/2010 (dopo una piccola pausa elezioni...). Il 6 aprile, il Comune ha quindi rilasciato i nuovi moduli per la richiesta delle autorizzazioni, i quali dovevano essere corredati di una serie di perizie redatte da svariati professionisti per una quantità di carta risultante pari a un grosso tomo di enciclopedia, tomo che siamo riusciti a mettere insieme e consegnare al Comune il 26/04/2010. Al momento della consegna mi è stato detto che ci sarebbero volute circa 2 settimane per esaminare la documentazione e che, se questa fosse stata conforme ai loro requisiti, avremmo avuto l’autorizzazione. Attenzione: questo non vuol dire che avremmo servito il caffé, infatti, da quel momento sarebbe poi partito l’iter burocratico della DIA sanitaria, ovvero altri 30 giorni di silenzio/assenso. Per arrivare ad oggi, questa mattina la mia ennesima telefonata allo sportello del Comune per conoscere lo stato della mia pratica ha avuto la seguente risposta, che riassumo: “dobbiamo mandare entro fine settimana tutte le perizie agli uffici preposti affinché vengano esaminate, perché noi non siamo competenti a farlo e, se entro 30 giorni non riceveremo risposta, rilasceremo ugualmente le autorizzazioni, dopodiché partirà la DIA sanitaria”. Risultato? Ben che vada, serviremo il caffé a fine luglio. Mal che vada chissà. Pistacchio, in corso Racconigi, ha aperto il 18/01/2010 solo come laboratorio di pasticceria, senza caffé e senza servizio ai tavoli (con conseguente perdita di parecchia clientela) ed oggi siamo ancora in attesa di poter completare la nostra attività, ma senza mai avere dalla pubblica amministrazione certezza dei tempi e continuando a dover comunicare ai clienti date, che non vengono mai rispettate continuando a farci perdere credibilità e professionalità. Il nostro investimento è stato fatto senza grossi capitali alle spalle ma grazie ad un finanziamento regionale (poi improvvisamente ridimensionato al ribasso dalle banche - che meriterebbero un articolo a parte), e non ci è più possibile continuare a lavorare a metà della nostra capacità.
Personalmente, punto il dito verso il Comune che è liberissimo di cambiare metodologia di assegnazione delle licenze, ma non può permettersi di bloccare per un anno (perché di un anno si tratta) il rilascio delle stesse, a spese di chi, come noi, ha investito nel settore dei pubblici esercizi ancora prima della presunta liberalizzazione. Al contrario, avrebbe dovuto continuare con la vecchia metodologia di assegnazione fino al compeltamento della definizione dei nuovi criteri e procedure. Alla Vostra gentile redazione chiedo, se possibile, un po’ di visibilità alla vicenda, visto che non ne sento parlare e che non so davvero a chi altro rivolgermi.
Marco Meinardi Pasticceria Pistacchio corso Racconigi 18 Torino info@pistacchio.eu
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