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Torino vende il suo aeroporto

25 / 05 / 2012 - Il Consiglio comunale di Torino ha deliberato oggi la cessione del 28% delle quote azionarie della Sagat (Società Azionaria Gestione Aeroporto Torino), la S.p.A. che gestisce tutta l’area aeroportuale dello scalo internazionale “Sandro Pertini” di Caselle.

Il documento, illustrato dal vicesindaco Tom Dealessandri e approvato dalla Sala Rossa con 24 voti favorevoli (PD, Moderati, SEL, IDV, FLI, Gruppo misto di maggioranza), 5 voti contrari (Appendino - 5 Stelle; Ambrogio, Greco Lucchina, Liardo e Marrone - PdL) e 4 consiglieri astenuti (Berthier - Torino Libera; Tronzano - PdL; Carbonero, Ricca - Lega Nord) stabilisce gli indirizzi della gara a evidenza pubblica che la Città ha deciso di indire per vendere il 28% delle quote.

La Città di Torino manterrà il 10% delle quote azionarie di Sagat, come previsto per legge, in quanto titolare della concessione aeroportuale. Il Comune rimane quindi legittimato a espletare controlli in termini di economicità, efficienza ed efficacia dei servizi espletati a Caselle.

Il prezzo di aggiudicazione è previsto in 58.833.156,42 euro. Le quote saranno cedute tramite la F.C.T. Holding S.rl. (Finanziaria Città di Torino).

Insieme alla deliberazione, sono stati approvati alcuni emendamenti proposti dalla Giunta comunale. In particolare, si prevede che chi acquisirà le quote dovrà garantire alla Città di Torino la nomina del Presidente del Consiglio d’amministrazione e di un sindaco effettivo. Inoltre, si stabilisce che gli attuali soci di Sagat che decidessero di vendere le proprie quote contestualmente al Comune di Torino possano servirsi della F.C.T. Holding e usufruire delle stesse condizioni di cessione.

Con la delibera, è stata approvata anche una mozione proposta dalla Lega Nord che prevede che il denaro incassato dalla cessione delle quote non venga utilizzato per finanziare la spesa corrente, ma per abbattere il debito e attivare nuovi investimenti.

La votazione è stata preceduta da un intervento del Sindaco Piero Fassino:

Ricordo che l’attuale quadro finanziario del Comune di Torino ha delle ragioni precise. Dal novembre 2010 all’aprile 2012, con Esecutivi diversi, in Parlamento sono state fatte deliberate manovre di riduzione di trasferimenti, che hanno determinato, per il Comune di Torino, una cospicua riduzione di risorse: 110 milioni di euro. Ciò incide significativamente sulla solidità finanziaria del Comune.

Il Comune di Torino, inoltre, ha un indebitamento alto, ma di qualità diversa rispetto a quella di altri Comuni. È dovuto infatti in primo luogo agli investimenti: termovalorizzatore, teleriscaldamento, passante ferroviario, metropolitana, impianti olimpici, ecc. E siamo ancora creditori di risorse da parte dello Stato: devono esserci trasferiti, ad esempio, ancora 38.900.000 euro che abbiamo anticipato per la realizzazione del passante ferroviario.

Il Patto di Stabilità però non distingue tra indebitamento per investimenti e indebitamento per spesa corrente (a Torino l’indebitamento per spesa corrente è inferiore alla media di quello dei Comuni italiani). Su questo mi batto da anni per cambiare il Patto di Stabilità. E costato con soddisfazione che il Governo italiano chiede di introdurre questa distinzione a livello europeo. E nell’incontro con l’Anci, martedì scorso, il Governo ha annunciato che già nel 2013 verranno introdotti elementi di flessibilità.

Va ricordato peraltro che per i servizi pubblici locali è la legge che impone ai Comuni le dismissioni. Ad esempio, per i servizi in house, le dismissioni devono essere realizzate entro il 31 dicembre 2013, data entro la quale i Comuni potranno possedere al massimo il 40% delle quote delle società.

Per affrontare la riduzione del debito, il Comune di Torino deve operare interventi di finanza straordinaria. Non basta la spending review, che vale solo per il bilancio di esercizio: occorre dismettere asset. Come avevo già scritto nelle Linee programmatiche votate in Consiglio comunale. Ed è per questo che abbiamo avviato la dismissione di quote di GTT, Amiat, TRM e Sagat.

Oltre all’obiettivo di ridurre il debito, la Città ha un altro obiettivo: assicurare che il pareggio di bilancio non riduca la qualità dell’offerta dei servizi, rimodulandone l’erogazione e le modalità operative di gestione.

Abbiamo l’urgenza temporale di rientrare nel Patto di Stabilità entro il 31 dicembre 2012, ma ciò non significa che abbiamo progetti approssimativi. Non corrisponde al vero che la riduzione di quote in Sagat significhi non considerare strategico l’aeroporto. Apriamo al mercato la gestione dell’aeroporto, come hanno fatto Milano, Roma e Venezia e come sta facendo Verona. E tutte queste città – come Torino – hanno nell’aeroporto una struttura essenziale e strategica.

Tant’è che l’attuale gestione dell’aeroporto ha lavorato per aumentare l’offerta dell’aeroporto. Dal 28 maggio il volo su Istanbul ci sarà 7 giorni su 7, dal 3 giugno partirà il volo per Lisbona, si sta lavorando per incrementare i voli su Mosca, per istituire nuovi collegamenti con altre città europee e italiane e per installare una base Ryanair a Torino.

L’obiettivo è ampliare ancora i collegamenti, nazionali e internazionali, e valorizzare al massimo l’impianto. E un diverso assetto azionario, non mette in discussione questo obiettivo.

Gli attuali soci di Sagat (sia pubblici che privati) hanno diritto di prelazione per l’intero pacchetto del 28% (non frazionabile) al prezzo di aggiudicazione. In caso di mancato esercizio della prelazione da parte dei soci pubblici e dei soci privati, la procedura di gara si concluderà con l'aggiudicazione definitiva al miglior offerente.

L’attuale assetto societario di Sagat S.p.A. è il seguente:

Azionisti pubblici (51%):

  • 38% - Comune di Torino
  • 8% - Finpiemonte Partecipazioni S.p.A.
  • 5% - Provincia di Torino

Azionisti privati (49%):

  • 24,39% - Sintonia S.A.
  • 12,40% - Equiter S.p.A.
  • 4,70% - Tecnoinvestimenti S.r.l.
  • 4,13% SAB S.p.A. aeroporto “G. Marconi” di Bologna
  • 0,42% - Aviapartner S.p.A.
  • 2,96% - Azioni proprie

Anche la Provincia di Torino sta avviando le procedure per vendere le proprie quote azionarie di Sagat (5%).

Nel 2011 l’aeroporto di Torino ha servito oltre 3.710.000 passeggeri (+ 4,2% rispetto al 2010).

Il capitale sociale di Sagat ammonta oggi a 12.911.481 euro.

(Fonte Consiglio comunale Torino)


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