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Trasporti, Torino aumenta i prezzi dei biglietti del 50%... perché?


23 / 12 / 2011 - Inquinamento provocato dall'utilizzo delle automobili, crisi economica che colpisce le famiglie italiane, aumento delle tasse da pagare. Pensando ad un quadro del genere, l'ultima idea che possa venire in mente è proprio l'aumento del biglietto sui trasporti pubblici.
In secondo luogo, nel caso in cui si riesca a dimostrare (preferibilmente con tabelle di costi e ricavi) che questa modifica sia inevitabile, si dovrebbe procedere con un incremento percentuale moderato e graduale nel tempo, in modo tale da preparare i cittadini torinesi, già disorientati dal contesto nazionale. Ma un aumento del 50%... spiazza completamente, soprattutto venendo poi a sapere che il Governo ha stanziato dei fondi per i mezzi pubblici locali (vedi link a fine articolo).

Sinceramente non ce lo saremmo mai aspettato da una città come Torino.

I biglietti da una corsa costeranno, dal 2012, ben 1,50 euro. Si risparmiano 20 centesimi se si acquista il carnet da 5 corse e 33 centesimi con il carnet da 15 corse.

Di seguito riportiamo il dibattito in Comune sulle delibere relative agli adeguamenti tariffari relativi ai mezzi di trasporto pubblico e alla sosta nelle strisce blu:

  • Fabrizio Ricca - Lega Nord:
    la Lega Nord farà ciò che qualunque cittadino farebbe, opporsi a questa delibera. Le parole dell’assessore restano tali perché ci è stato detto che i nostri emendamenti sarebbero stati accorpati.
    C’è stato poco tempo per fare proposte, per approfondire, ma a una prova di forza rispondiamo con i 10.000 emendamenti affinchè possano farvi capire che non è questo il modo di procedere.
    Per evitare ciò, deve esserci la volontà di discutere e di come gestire i lavori in commissione.
  • Roberto Carbonero - Lega Nord:
    è un momento difficile per i cittadini e per la politica. Siamo molto dispiaciuti da come è stata gestita questa delibera, perché si è arrivati di corsa e male. In questa delibera non c’è niente che limiti al massimo le tariffe, sia della sosta, sia il trasporto. Avevamo richiesto in un’interpellanza di valutare la possibilità di pagamento del parcheggio per i motoveicoli a 2 ruote.
    L’unico modo per contrastare queste delibere è l’ostruzione, fatta per portare a un ragionamento. Non si possono portare in aula 2 delibere di tale importanza, dopo 4 ore di commissione, avvenuta il giorno prima.
  • Federica Scanderebech (Fli):
    in sei anni di Consiglio comunale non ho mai visto discutere due delibere in questo modo non democratico; come si può dibattere nel merito se verranno accorpati tutti gli emendamenti di merito?
    La prima delibera prevede l’aumento delle “strisce blu” e l’amministrazione comunale accusa i privati automobilisti di inquinare, ma non prevede la sostituzione entro il 2012 degli autobus inquinanti di Gtt. Inoltre il Comune non è contento dei risultati sul piano dei posteggi in struttura, ma non si ricorda la presenza di un progetto per il pieno utilizzo. Con una mozione propongo dei posteggi gratuiti davanti agli ospedali e le sedi universitarie.
    Per l’aumento dei costi dei biglietti, la relativa delibera prevede dal 2013 un aumento annuale del costo dei biglietti. E non si può scrivere adeguamento se si prevede un aumento da 1 euro a 1,50 il costo del biglietto singolo, incremento non proporzionale alla durata del biglietto che passa da 70 minuti a 90 minuti.
    Se si prevedono dei nuovi sacrifici si deve prevedere un miglioramento del servizio. Ho presentato una mozione di accompagnamento che prevede l’inizio della sperimentazione dei tornelli sui mezzi pubblici per una lotta efficace contro i trasgressori.
  • Enzo Liardo (Pdl):
    I cittadini sono spiazzati dalla manovra del Governo Monti, e adesso ne arriva una seconda per i torinesi più poveri. In questi provvedimenti c’è qualcosa che non funziona: la sinistra ha sempre detto che i servizi pubblici debbono essere gratuiti per i cittadini e ora si aumentano le tariffe. E il fatto che i conti del servizio pubblico locale non tornino non vorrei fossero legati alle troppe assunzioni di controllori fatte in questi anni.
    Sono provvedimenti che penalizzano i cittadini e anche i commercianti. I primi sono sempre più disorientati nell’uso dell’auto privata per andare in centro (anche la segnaletica è poco chiara), e i commercianti all’interno della Ztl perdono potenziali così clienti.
  • Vittorio Bertola (Movimento 5 stelle):
    la mobilità è una questione centrale per il Movimento 5 stelle. Il metodo con cui è stata gestita questa faccenda è un’offesa per i consiglieri, la delibera è stata presentata e discussa in fretta, senza darci modo di porre domande e di avere dati, sono solo state fornite le percentuali degli aumenti. Non siamo stati messi in condizione di presentare controproposte, ci è stato detto che gli emendamenti presentati sarebbero stati accorpati. Non sappiamo di cosa stiamo discutendo visto che la maggioranza è pervenuta a decisioni che non conosciamo.
    È una manovra odiosa, come ogni manovra che prevede aumenti di costi per la cittadinanza, soprattutto per le fasce che per definizione sono “deboli”: fino ad oggi agli over 60 era garantito un abbonamento ridotto, mentre adesso la fascia d’età è stata innalzata a 65 anni; gli abbonamenti per disoccupati sono stati aumentati dell’11%; i bambini hanno diritto ad un biglietto junior, prima viaggiavano gratis. Inoltre, si sta obbligando una parte di persone che prima utilizzavano un solo biglietto per effettuare commissioni a breve distanza utilizzando l’autobus, ad utilizzare la metro con conseguente pagamento di due corse..
    Appoggiamo pienamente la proposta di differenziare la tariffa di sosta a seconda del livello inquinante delle auto, non ci sono però stati forniti dati che dimostrino che la manovra è necessaria.
    Abbiamo presentato una mozione che tocca due punti per approfondire la questione economica, proponendo di rivalutare la gestione delle linee appaltate ad esterni che costano il 60 per cento in più di quelle gestite direttamente da GTT; inoltre, chiediamo che vengano rinegoziati gli stipendi dei dirigenti e portati a livello di quello del sindaco.
    Per com’è adesso la delibera, che prevede aumenti delle fasce tariffarie più popolari, porterà i cittadini ad usare sempre più il mezzo privato e non quello pubblico, ottenendo l’esatto contrario di quello che invece si auspica aumentando le tariffe della sosta: avremo i ricchi in auto e i poveri in bus sempre più pieni e costosi.
  • Silvio Viale (PD):
    a Verona il biglietto singolo costa 1,10 €, il carnet da 10 costa 10 €. Da noi, con un carnet da 15 ogni biglietto viene a costare 1,17 €. A Verona c’è uno sconto per le famiglie con 2 e 3 figli (il primo figlio paga 220 €, il secondo 185 €, il terzo 165 €), a Torino una famiglia con 3 figli spende meno. L’aumento che proponiamo è doloroso, ma necessario e inevitabile; però è equilibrato e si pone l’obiettivo di incentivare il trasporto pubblico.
  • Marco Grimaldi (SEL):
    abbiamo già spiegato il senso dei nostri emendamenti. Un mese fa si parlava di aumentare il biglietto singolo a 1,5 €, lasciando invariato il costo degli abbonamenti. Dopo i tagli del Governo regionale, la Giunta comunale ha però dovuto rivedere gli aumenti: noi chiediamo che non vengano aumentati gli abbonamenti per disabili, disoccupati, studenti e pensionati con reddito ISEE fino a 36mila euro. È previsto un aumento del costo dell’abbonamento del 14%: chiediamo sia limitato al 7%. Abbiamo anche chiesto la gratuità dell’abbonamento per i bambini fino a 11 anni che viaggiano con un accompagnatore pagante, così da incentivare lo spostamento dei genitori sui mezzi pubblici. Dobbiamo poi aumentare le strisce blu per disincentivare l’uso dell’auto in centro. Infine, speriamo che la Regione Piemonte faccia qualcosa per ridurre i tagli al trasporto pubblico locale (TPL), vista l’apertura di queste ore del Governo Monti sul reintegro dei fondi per il TPL.
  • Piera Levi-Montalcini - Moderati:
    si sapeva già che saremmo stati costretti a ricorrere agli aumenti delle tariffe. Se avessimo ragionato e parlato insieme in preventiva, e se avessimo potuto vedere e discutere le proiezioni di Gtt, oggi, certamente, voteremmo con più facilità.
    Chiederei a tutti gli assessori, di non arrivare più all’ultimo momento, sono 10 anni che mi ritrovo, da consigliera, in questa situazione.
    Sarebbe una conquista lavorare insieme per arrivare a una posizione condivisa.
  • Stefano Lo Russo (Partito Democratico):
    i tagli drastici previsti dai livelli nazionale e regionale obbligano la maggioranza a programmare azioni utili a garantire il diritto alla mobilità.
    La proposta avanzata dalla maggioranza compatta, mira a contenere i maggiori oneri del trasporto pubblico invitando a reperire la copertura finanziaria sulla sosta. Una politica che ha anche l’obiettivo di disincentivare l’utilizzo del mezzo privato a vantaggio del mezzo pubblico a tutela dell’ambiente e del centro cittadino.
    Abbiamo ritenuto opportuno, anche come valore educativo, proporre la gratuità dei mezzi pubblici ai bambini fino agli 11 anni, non incrementare le tariffe sugli abbonamenti, mantenere inalterate le tariffe per i disoccupati.
    Per gli anziani tra i 60 e 65 anni titolari di abbonamento gratuito, chiediamo che possano mantenere questo diritto. L’esenzione per i cittadini over 65 riteniamo debba essere prevista solo per quelli con reddito inferiore a 36 mila euro.
    Abbiamo difeso la scelta della Giunta in merito all’attenzione sull’area metropolitana.
  • Assessore Claudio Lubatti:
    in merito alle questioni poste dalla consigliera Scanderebech, segnalo che la sentenza del TAR citata oggi conferma che il rapporto posti auto - posti disponibili è garantita. L’aumento di prezzo del biglietto singolo a 1,50 con l’aumento di validità a 90 minuti non è proporzionale, perché non equivale ad un raddoppio. Stiamo verificando la questione del percorso combinato tra diversi mezzi. L’abbonamento ridotto di 48 euro è stato eliminato perché non era venduto; si trattava di un titolo intermedio tra quello tradizionale e quello per i disoccupati. Per quanto riguarda i tornelli, ho chiesto a Gtt di iniziare una sperimentazione su alcune linee. Alcune città europee utilizzano già i tornelli, ma li disattivano, ad esempio, nelle fermate centrali.
    Rispondo al consigliere Bertola dicendo che ora dobbiamo capire la ricaduta che questa manovra avrà sulla domanda. Non sappiamo se sarà un disincentivo, ma abbiamo dovuto scegliere il male minore.
    Prendo infine tre impegni nei confronti del Consiglio comunale. In primo luogo di verificare immediatamente quale ricaduta questo provvedimento avrà sulla domanda, sul versante economico e sulla migrazione da una tariffa all’altra. Raccolgo i suggerimenti dei consiglieri sul metodo di lavoro, attualmente motivato dalla situazione di emergenza. Come terzo punto vorrei ringraziare la struttura del Consiglio, il mio assessorato, Gtt e l’Agenzia Metropolitana per l’impegno profuso in così poco tempo.
  • In conclusione il sindaco Piero Fassino:
    per comprendere questi adeguamenti tariffari occorre partire dalla situazione finanziaria del Paese e dalle quattro manovre correttive che hanno inciso sui bilanci degli Enti locali più del dovuto.
    Sul tema dei trasporti avevamo due alternative: ridurre l’offerta o mantenere l’offerta stessa adeguando le tariffe. Abbiamo scelto questa seconda strada adottando provvedimenti equi. Anche in considerazione degli investimenti nelle grandi infrastrutture cittadine: la linea due della metropolitana e il passante ferroviario e le linee in superficie. Ed è opportuno ricordare che le tariffe sui trasporti pubblici sono ferme a Torino dal 2007 e, come ricorda oggi La Stampa, molte altre città italiane hanno adeguato le tariffe negli ultimi tempi. E non dobbiamo dimenticare che Gtt da molti anni è in pareggio grazie agli interventi di sostegno dell’amministrazione comunale. Chiederemo all’azienda di migliorare l’efficienza.
    In questi provvedimenti ci siamo ispirati a tre criteri: la creazione di un sistema tariffario a dimensione metropolitana; la fidelizzazione degli utenti (per gli abbonati gli aumenti sono tra i 17 e i 30 centesimi); il rispetto dell’equità sociale per le fasce più deboli (disoccupati, disabili e minori).
    Inoltre l’opposizione in Consiglio comunale avrebbe potuto concentrarsi su una trentina di emendamenti di merito che sarebbero stati discussi, invece di presentarne oltre diecimila.
    Il tema non si esaurisce con queste delibere. Nella prossima primavera predisporremo un piano sulle aree di pedonalizzazione, un monitoraggio sulle strutture dei parcheggi da realizzare e la predisposizione di una Ztl con le relative strisce blu.

(Fonte Consiglio comunale Torino)

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