Tumore al seno, ospedale Molinette all'avanguardia in ambito europeo
20 / 09 / 2011 - Per incidenza e prevalenza del tumore al seno, il Piemonte si colloca al quarto posto nella classifica nazionale, dopo Lombardia, Veneto e Lazio, con circa 4.000 nuovi casi ogni anno e poco meno di 45.000 donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno nel corso della loro vita, pari a meno del 10% del totale nazionale. Il numero di pazienti ogni 100.000 abitanti è passato da 1.760 nel 2004 a 1.309 nel 2008 e registra un ulteriore trend in diminuzione. Rispetto al numero di esiti infausti, il Piemonte è invece al terzo posto, con 787 decessi per carcinoma mammario, sempre nel 2008; ma, per quanto riguarda i tassi di sopravvivenza, la percentuale di donne che hanno raggiunto i 5 anni dopo la diagnosi mostra un aumento costante nel tempo. Questo trend positivo è reso possibile grazie a Prevenzione Serena, il programma di screening che ha preso avvio a Torino nel 1992, che consente di individuare sempre più lesioni mammarie in situ, con una sensibile diminuzione del numero di casi invasivi, e grazie alle nuove terapie a bersaglio molecolare, che rappresentano uno dei fiori all’occhiello della Breast Unit Molinette dell’A.O.U. San Giovanni Battista di Torino.
Un Centro di eccellenza, cui le donne si affidano per vincere la lotta alla malattia e di cui si fidano. Il rapporto di fiducia tra paziente e medico è, infatti, il punto di partenza per affrontare con coraggio e speranza il percorso diagnostico-terapeutico che sempre più spesso conduce alla guarigione. E la fiducia è l'elemento fondamentale di “I trust you - Mi fido di voi”, un progetto sostenuto da Roche per promuovere il costante e quotidiano impegno dei clinici e dei principali Centri oncologici del nostro Paese nel trattamento del tumore al seno, in tutte le sue fasi, dalla diagnosi alla terapia e che approda oggi all’A.O.U. San Giovanni Battista.
Il bilancio del primo anno di attività della Breast Unit torinese conferma e rilancia l’operato del team specialistico che la anima e del modello organizzativo cui s’ispira: nel 2010 presso l’Oncologia Medica 1 sono state effettuate 1.290 discussioni collegiali dei casi clinici pre e post intervento chirurgico, 1.270 prime visite oncologiche, 960 visite oncologiche successive e 190 controlli clinici in corso di trattamento per malattia scoperta o per malattia in stato avanzato, per un totale di 2.366 visite complessive. Gli interventi chirurgici al seno eseguiti sono stati circa 700, dei quali più del 70% è stato a carattere conservativo.
Come afferma Emilio Iodice, Commissario dell’A.O.U. San Giovanni Battista-Molinette e dell’A.O. CTO - Maria Adelaide di Torino “l’attività della Breast Unit è frutto dell’impegno del San Giovanni Battista nel rispondere in modo attento e puntuale alle esigenze delle donne affette da tumore al seno, non solo in termini di efficacia delle cure ma anche di qualità di vita, garantendo la qualità dell’assistenza globale in ogni fase della malattia neoplastica”.
Inoltre, sottolinea Roberto Arione, Direttore sanitario del presidio Molinette,"la struttura della Breast Unit consente non solo di promuovere l’unitarietà, la continuità dell’intervento e la valutazione costante dei risultati, ma anche di instaurare un efficiente percorso di condivisione con i soggetti e le strutture sanitarie impegnate sul territorio piemontese”.
All’interno della Breast Unit vengono utilizzate le strategie terapeutiche più evolute, incluse le terapie mirate che, insieme alla diagnosi precoce, stanno migliorando drasticamente le prospettive per le donne colpite dalla malattia. L’avvento di trastuzumab, un anticorpo monoclonale di ultima generazione che colpisce in modo mirato le cellule tumorali che iperesprimono sulla loro superficie il recettore HER2, ha rappresentato un punto di svolta, consentendo di curare forme tumorali al seno particolarmente aggressive, ovvero le forme HER2 positive anche quando di piccole dimensioni.
Secondo Libero Ciuffreda, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica 1, A.O.U. San Giovanni Battista di Torino, “con trastuzumab le pazienti ottengono più risposte obiettive in tutte le fasi di malattia (metastatica, adiuvante e neoadiuvante), mantengono più a lungo la risposta al trattamento e migliora la sopravvivenza globale. Nella fase neoadiuvante di trattamento, trastuzumab ha dimostrato di poter migliorare significativamente i tassi di risposta alla chemioterapia e d’incrementare nettamente i tassi di risposta patologica completa (RPC), con un outcome migliore e un significativo vantaggio in termini di sopravvivenza della paziente”.
A meno di due anni dalla sua inaugurazione, la Breast Unit torinese si conferma dunque un punto di riferimento per le patologie mammarie la cui importanza travalica i confini regionali e nazionali, grazie all’accesso alle terapie più innovative, alla presenza del Gruppo Interdisciplinare Cure (GIC) che si confronta settimanalmente sui casi trattati, a una struttura accogliente e colorata che aiuta le pazienti in tutto il loro percorso di cura.
“L’efficienza della Breast Unit torinese si fonda sul team che racchiude al suo interno” -sottolinea Maurizio Dall’Acqua, Direttore sanitario dell’A.O.U. San Giovanni Battista- “le professionalità mediche e non e le tecnologie che permettono di esprimere tutte le conoscenze e le possibilità, diagnostiche e terapeutiche, necessarie per un servizio efficiente e di elevata qualità, guidando la donna e affiancandola nelle diverse fasi del trattamento chirurgico, medico, radiante e riabilitativo, con particolare attenzione all’umanizzazione e all’innovazione delle cure”.
“Negli ultimi anni la lotta contro il tumore al seno ha compiuto enormi passi avanti" -afferma Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato di Roche S.p.A. "È perciò importante che le pazienti sappiano che esistono centri di eccellenza in grado di prendersi cura di loro accompagnandole al meglio lungo il percorso che sempre più spesso si conclude con la guarigione. Da parte nostra, come azienda leader in oncologia con il paziente al centro della propria azione, ci impegniamo per contribuire al progresso della ricerca, sviluppando sempre nuove soluzioni terapeutiche. Per il tumore al seno sono in fase avanzata di studio farmaci altamente innovativi come pertuzumab e TDM1 che stanno avendo risultati molto promettenti, ma la nostra ricerca sta portando importanti innovazioni anche per pazienti con altri tipi di tumore, come ad esempio bevacizumab per il tumore all’ovaio e vemurafenib per una particolare forma di melanoma che ci auguriamo vengano messi a breve a disposizione dei pazienti. Siamo orgogliosi di poter collaborare con chi tutti i giorni si impegna a favore della vita e della salute dei pazienti, contribuendo attivamente alla lotta contro le patologie oncologiche”.
Presso la Breast Unit dell’A.O.U. San Giovanni Battista, nell'ambito del progetto “I trust you - Mi fido di voi”, sono disponibili gratuitamente per tutte le donne interessate materiali informativi ed educazionali con una serie di indicazioni utili su fattori di rischio, diagnosi precoce e percorso terapeutico del tumore al seno.
La prevenzione e la diagnosi precoce sono le prime armi per vincere il carcinoma alla mammella.
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