Udinese-Juventus 2-1. Disastro Juve, l’Inter si allontana Che la doccia fredda fosse nell’aria era da un po’ che si presagiva. Era da un po’ di partite che si denunciava la pessima condizione della Juventus e il pessimo gioco espresso. A far aprire gli occhi ai più inebetiti tra i tifosi bianconeri, e forse allo stesso staff tecnico, ci ha pensato una gagliarda Udinese. Una delle peggiori partite della Juventus in tutta la sua storia consente a Mister Ranieri di potersi congratulare anche questa volta con la formazione avversaria per il buon gioco espresso. Anche noi ci congratuliamo con l’Udinese per l’ottima prova in campo, mi congratulo ancora una volta, credo di averlo fatto sia all’andata di quest’anno, che nelle due partite dell’anno scorso, con il tecnico friulano, Marino, che ha dimostrato di avere coraggio, di sapere vedere le partite, di aver organizzato una buona squadra, nonostante le quasi inspiegabili otto sconfitte delle ultime giornate. Senza sconfessare il proprio credo, il tecnico Marino, immagino consapevole delle notevoli difficoltà della Juve delle ultime giornate, ripropone il suo classico modulo con gli esterni molto larghi e le ripartenze al fulmicotone. Di Natale da una parte e Isla dall’altra fanno vedere i sorci verdi ai laterali bianconeri. Terribilmente in difficoltà Grygera su Di Natale, imbavagliato e tristemente sovrastato Pavel Nedved dalla coppia Isla e Zapata. La condizione atletica dei due bianconeri di Repubblica Ceca è deficitaria. Grygera se la cava con qualche chiusura e si procura l’inutile rigore che accorcia le distanze al 76°, Nedved pateticamente si rifugia in piccoli falli da dietro degni di ammonizione. Marino è un abile e coraggioso allenatore, prova ne sia che quando la Juventus tenta l’arrembaggio finale, rimasto sulla carta, con l’ingresso di Trezeguet al fianco di Iaquinta e Giovinco, il trainer udinese inserisce Pepe e Floro Flores, con l’obbiettivo di dare la stoccata vincente. L’Udinese ci è andata vicina più volte: clamorosa l’occasione persa da Zapata (88°) lanciato da solo verso l’area di rigore e bloccato solo da una prodigiosa uscita di Buffon al limite. Ranieri, invece, è maestro di equilibrio tattico, ma il coraggio proprio non ce l’ha. Con la Juventus in difficoltà totale, fa entrare Trezeguet all’80° al posto di un pur sempre generoso Amauri e nel contempo inserisce il passista Poulsen al posto del dinamico, anche se oggi sottotono, Sissoko. Non vede che Nedved come laterale sinistro è un giocatore regalato agli avversari, non vede che Giovinco di punta è rimbalzato da tutti i difensori. E dire che proprio lui aveva intuito in Giovinco un laterale sinistro più insidioso. Qualcuno ricordi a Ranieri che Nedved ha iniziato la sua carriera nel campionato italiano come mediano della Lazio e che lì, forse, vista la possanza fisica, può ancora dire la sua. Lo spunto come laterale avanzato o come tornante, ahimè, si è perso e quando ci prova fa quasi tenerezza. Con tutte queste distrazioni da parte del Mister Ranieri e con una prestazione disastrosa da parte dei vari Marchionni, Melberg, Giovinco, Grygera, Nedved, Sissoko, non è così sorprendente la sconfitta di Udine. Il match di ieri sera ribadisce un concetto importantissimo, che speriamo Mister Ranieri abbia compreso e fatto suo con convinzione: la Juventus non può fare a meno di Alessandro Capitano Del Piero. Sono straconvinto che Del Piero, consapevole delle potenzialità della Vecchia Signora di quest’anno, abbia rinunciato alla trasferta di Udine per far capire in maniera inequivocabile quanto egli sia non solo la Storia e la Bandiera di questa società, ma il grande fuoriclasse ancora insostituibile. Mi auguro che di tutto questo sia persuaso anche Ranieri, al di là dei tentativi in settimana di sdrammatizzare il disappunto del Capitano dopo la sostituzione di domenica scorsa. Permettetemi una digressione in chiusura del pezzo: qualcuno potrebbe per favore riferire a Ranieri che non è necessario fare gli spiritosi per essere dei buoni comunicatori? La battuta del Capitano sulla taglia del piumino lanciato domenica in segno di nervosismo per la sostituzione è stata molto carina e ha levato le castagne dal fuoco e dall’impaccio il Mister Ranieri. Ancora chapeau au Capitain. Ma la sottolineatura del tecnico romano sull’impossibilità per Del Piero di indossare un capo di Giovinco non rende onore al Capitano, sottolinea un aspetto critico del giovane Giovinco e pare tanto un segno di derisione nei confronti di quest’ultimo. Chiudiamo tornando al match di questa sera, su cui non vale la pena neanche fare un po’ di cronaca. Sconfitta sacrosanta, due belle giocate di Quagliarella e Di Natale, altre occasioni per l’Udinese, il nulla più assoluto per i torinesi. Sabato si riparte, il Milan soffia sul collo, la Roma si arrampica in classifica, ma soprattutto l’Inter vola via. Sabato si riparte, torniamo nelle mani, anzi nei piedi, del Capitano e del Re Leone, Trezeguet: bentornati.
(Mauro Napoli)
29 / 01 / 2009
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