Una mostra per celebrare Francesco Rosi (08-23 feb)

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Francesco Rosi è una figura chiave nel cinema italiano del dopoguerra -afferma Alberto Barbera, Direttore del Museo-
. Tra i protagonisti del neorealismo, ne incarna la dimensione più dichiaratamente politica. Maestro insuperato del cinema di indagine sociale che non rinuncia ad essere nel contempo ritratto di individui e racconto collettivo, è un autore che ancora oggi costituisce un punto di riferimento per un cinema che vuole essere rappresentazione della realtà e riflessione sulle sue molteplici componenti. La mostra berlinese è un primo tassello, il nucleo di partenza di una ricerca che culminerà nella più grande esposizione torinese, attingendo all’imponente archivio del regista, in corso di catalogazione e inventariazione. Un preziosissimo regesto di documenti, fotografie, materiali eterogenei frutto delle meticolose e approfondite ricerche che il regista ha compiuto in occasione della preparazione dei suoi film più giustamente celebrati per il rispetto e il contributo offerto alla ricostruzione di vicende di cronaca entrate far parte della storia del nostro Paese".
"Sono veramente felice di questa prima, importantissima collaborazione del Teatro Stabile di Torino con il Museo del Cinema per l’anno 2008 -sottolinea Evelina Christillin, Presidente della Fondazione del Teatro Stabile di Torino- . Credo infatti fermamente che operazioni di questo genere siano la linfa ed il futuro delle Istituzioni culturali locali e nazionali, chiamate a compiti di interazione artistica e disciplinare sempre più legati alla cronaca, all’attualità ed alla storia dei rispettivi territori e del Paese. L’arrivo di Mario Martone alla direzione della nostra Fondazione non può che fornire, in questo senso, un valore aggiunto straordinario per le sue competenze non solo teatrali, ma anche musicali e cinematografiche. La retrospettiva dedicata a Francesco Rosi rappresenta dunque un eccellente punto di partenza per altri progetti e strategie comuni, che speriamo di condividere in futuro con tutte le Istituzioni culturali interessate".
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Con la trilogia che si conclude con “Filumena Marturano” -precisa Mario Martone, Direttore della Fondazione del Teatro Stabile di Torino-
Rosi ha riportato il teatro di Eduardo ad una visione potentemente neorealista. Grazie alla programmazione coordinata dello Stabile e del Museo del Cinema sarà dunque estremamente interessante per il pubblico di Torino poter cogliere il legame tra questa regia e film come “La sfida”, “Salvatore Giuliano” o “Le mani sulla città”. Oltre a Eduardo c’è un'altra figura attraverso cui lo Stabile e il Museo del Cinema si collegheranno, ed è Enrico Mattei: al restauro del “Caso Mattei” farà da contrappunto il lavoro su Mattei di Laura Curino prodotto dallo Stabile. Una visione globale tra cinema e teatro e una chiara testimonianza della persistente vitalità dell’esperienza di un maestro come Francesco Rosi".
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Questo omaggio realizzato con il Teatro Stabile di Torino -conferma Alessandro Casazza, Presidente del Museo Nazionale del Cinema-
rappresenta un’occasione di rilevante importanza sia per l’indiscusso valore artistico dell’opera di un maestro come Francesco Rosi sia per l’avvio, tra enti con missioni diverse, di una comune progettazione che dovrebbe rappresentare un modello innovativo di ricerca e offerta culturale, superando le barriere interdisciplinari".
E' un omaggio a Francesco Rosi, reso possibile dalla collaborazione tra il Museo Nazionale del Cinema e il Teatro Stabile di Torino.
La mostra fotografica è allestita presso la Mole Antonelliana, mentre al Cinema Massimo sarà possibile assistere ad alcuni film, restaurati, di Rosi e a due spettacoli:
- Filumena Marturano di Eduardo De Filippo per la regia di Francesco Rosi
- Il Signore del cane nero / Storie su Enrico Mattei di Laura Curino per la regia di Cristina Pezzoli, liberamente ispirato al film Il caso Mattei
che fanno parte della stagione in abbonamento 2008-2009 del Teatro Stabile di Torino.
Immagini di una vita. Francesco Rosi
a cura di Lorenzo Codelli e Maria Procino Santarelli
realizzata dal Museo Nazionale del Cinema in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e AB Project Gallerie di Berlino che la ospita.
Quando?
- venerdì 8 febbraio - inaugurazione (ore 17)
- aperta al pubblico da sabato 9 a sabato 23 febbraio 2008
Info e prenotazioni
- tel 011.8138.564 / 565
- da martedì al giovedì (ore 9-16.30)
- lunedì e venerdì (ore 9-14)
Ufficio Biglietteria e orari
- tel 011.8138.560 / 561
- da martedì a domenica (ore 9-20, ultimo ingresso ore 19.15)
- sabato (ore 9-23, ultimo ingresso ore 22.15)
Francesco Rosi è nato a Napoli nel 1922. Ha lavorato come assistente alla regia per Luchino Visconti. Ha esordito alla regia nel 1958 con La sfida, premio speciale della giuria alla Mostra di Venezia. Con I magliari (1959) ha esplorato il sottobosco dell'emigrazione italiana in Germania. Salvatore Giuliano (1962), epopea del banditismo in Sicilia, ottiene l'Orso d'argento al Festival di Berlino. Nel 1963, con Le mani sulla città, denuncia della speculazione edilizia a Napoli, ottiene il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Uomini contro (1970) adatta le memorie di Emilio Lussu sui sanguinosi massacri della prima guerra mondiale. Il caso Mattei (1972) affronta la biografia del controverso fondatore dell'Eni, Enrico Mattei. Lucky Luciano (1973) s'impernia sulle gesta dell'omonimo gangster italoamericano.
Cristo si è fermato a Eboli (1979) ripercorre le tematiche meridionaliste del classico romanzo di Carlo Levi. Tre fratelli (1981) tratta del terrorismo che dilania l'Italia. Carmen (1984) è uno spettacolare adattamento dell'opera lirica di Georges Bizet. Nel film televisivo Diario napoletano (1993) il regista riesamina alcuni capitoli chiave della propria carriera e della propria vita. La tregua (1996) adatta in chiave epica il romanzo autobiografico dello scrittore Primo Levi.
Negli ultimi anni Rosi si è dedicato al teatro, dirigendo due commedie di Eduardo De Filippo per la compagnia di Luca De Filippo.
Vedi anche:
07 / 02 / 2008
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