Gita sul Lago di Candia con la famiglia

Per informazioni dettagliate, leggi: Lago di Candia. Visite in battello.

Questa domenica abbiamo avuto una giornata primaverile. Purtroppo, però, la nostra famigliola è stata dimezzata: mamma Laura è all’apice della varicella presa da Alberto, e non poteva uscire sia per evitare complicazioni (fare le malattie infettive da adulti non è la stessa cosa che a 5 anni), sia perché non vuole farsi vedere in giro; sembra Pizza Margherita di Balle Spaziali! Visto che Camilla non può stare separata per troppe ore dalla mamma, abbiamo deciso di dividerci, ma dove portare Alberto?

Tra colazione, giornale e telefonate varie dei parenti per sapere come stava Laura, si sono fatte le undici per cui non c’era il tempo per andare troppo lontano, la soluzione sembra arrivare dai nonni che vorrebbero andare a Racconigi dove c’è un parco ornitologico, guardo su Internet e scopro che purtroppo il parco apre la domenica di Pasqua. Punto e a capo. Che fare?

Alla fine decidiamo di andare al Lago di Candia dove da ragazzino avevo fatto qualche gara di canottaggio. Altro giro in rete e vedo che dovrebbe esserci un’area attrezzata con giochi per bambini a bordo lago e la possibilità di escursioni lungo gli argini. Detto fatto, passiamo a caricare i nonni che decidono di venire con noi e all’alba di mezzogiorno siamo per strada.

Come si arriva a Candia?
Una volta imboccata l’autostrada Torino-Aosta si esce a San Giorgio C.se e si seguono le indicazioni per il lago, in 20 minuti si arriva al paese. Qui abbiamo avuto un imprevisto che in realtà è stata la migliore cosa che ci è capitata: sbaglio una svolta segnalata dal navigatore (si… sono in grado di sbagliare anche con la vocina che mi guida) che alla svolta successiva, intimandomi di girare, mi costringe a passare per gli stretti vicoli del paese; mentre scendiamo lentamente, facendo attenzione a non rifare la fiancata, ci troviamo davanti una transenna e un viavai di persone con pentole di ogni tipo e dimensione. Non trovando vie d’uscita e indecisi sul da farsi ci fermiamo per capire cosa succede.

Arriviamo in un bel giardinetto con giochi per bambini e, soprattutto, una decina di grossi paioli in rame stracolmi di cotiche e fagioli in distribuzione gratuita, o meglio a offerta libera. Gli organizzatissimi abitanti del luogo si mettono in fila per riempire le loro pentole da portare a casa e mangiare poi con tutta calma. Mentre Alberto prova le altalene e gli altri giochi, la nonna tira fuori dal suo zaino modello Eta Beta un contenitore di plastica e si mette in coda, al momento di ricevere l’agognata leccornia viene bonariamente rimproverata per essersi presentata con un contenitore così piccolo…

Quando, seduto sulla panchina, mangio cotiche e fagioli con la forchettina di mio figlio mi sembra di essere Bud Spencer, col quale dicono abbia anche una certa affinità, mi manca solo la tazza in alluminio per il vino e il pane per la scarpetta.

Scopriamo che si tratta della Festa di Carnevale che da tre giorni anima il paese e che, da lì ad un’ora, ci sarebbe stata la sfilata dei carri allegorici. Avevamo però deciso di andare al lago e pertanto finito il lauto pasto e preso un caffè ci allontaniamo da questo grazioso paese.

Arrivati a destinazione ecco la delusione, lo specchio d’acqua è bello ma la zona giardino è piuttosto limitata, con molti spazi occupati dagli amanti del pic-nic e del barbecue con solo un paio di giochi per i bambini e senza la possibilità di effettuare alcuna passeggiata. Ci fermiamo un’oretta per far giocare un po’ Alberto con altri bambini e ripartiamo con l’intento di circumnavigare il lago alla ricerca di percorsi pedonali. Purtroppo o non c’è niente o non è ben segnalato per cui non troviamo passaggi verso l’acqua, l’unica altra attrazione ben segnalata è Anthares World un parco avventura per grandi e piccoli in stile Indiana Jones (ponti tibetani, pareti da scalare, banjee jumping, ecc.) che proveremo quando i piccoli saranno più cresciuti. Solo a casa scopro che c’è un percorso di circa 6 chilometri che partiva dalla parte opposta da cui siamo andati noi ma che passava solo in parte sulle sponde con altri tratti da fare lungo la strada asfaltata, non il massimo con un bambino.

Andiamo allora in direzione Mazzè (a 5 km), nella speranza di trovare un bel giardino nei dintorni del celebre Castello ma purtroppo l’area a ridosso delle mura è limitata e l’ingresso è a pagamento (6 euro per un’ora di visita guidata attraverso le stanze della storica residenza, certamente non un’attività per cui avrei guadagnato molti punti agli occhi di Alberto) pertanto restiamo nelle vicinanze e ci fermiamo in una piccola area verde da cui si gode un bel panorama sul versante nord-est del Piemonte.

Lasciato ancora un po’ sfogare il piccolo Alberto, che alla fine non ha avuto la bella area giochi promessa, prendiamo la via del ritorno, non particolarmente soddisfatti della gita, salvata soltanto da quei meravigliosi fagioli…

(Paolo Sponza)

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