Il Nord-Ovest italiano scende in campo per ospitare le Olimpiadi estive del 2036 (o del 2040). La candidatura congiunta (ancora da definire) di Piemonte, Lombardia e Liguria rappresenta un progetto ambizioso che punta a valorizzare competenze, infrastrutture e un patrimonio organizzativo già consolidato negli ultimi decenni.
Per Torino e il Piemonte si tratta di un ritorno sulla scena olimpica internazionale dopo il successo dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, un evento che ha lasciato in eredità impianti sportivi moderni e una comprovata capacità organizzativa. Proprio questa esperienza costituisce uno dei pilastri della candidatura: la possibilità di riutilizzare strutture esistenti riducendo costi e impatto ambientale.
Accanto al Piemonte, la Lombardia porta in dote un peso specifico enorme grazie all’organizzazione delle imminenti Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, che rappresentano un banco di prova fondamentale per dimostrare efficienza e innovazione su scala globale. Milano, inoltre, ha già dimostrato la sua capacità di attrarre e gestire grandi eventi internazionali come Expo 2015, che ha trasformato la città in un hub internazionale.
Il Piemonte, dal canto suo, continua a rafforzare il proprio profilo sportivo con eventi di primo piano come le ATP Finals ospitate a Torino, che ogni anno attirano i migliori tennisti del mondo e migliaia di spettatori. Un segnale chiaro della centralità crescente della città nel panorama sportivo globale.
La Liguria completa il quadro con il suo straordinario affaccio sul mare e la possibilità di ospitare discipline veliche e sport acquatici, offrendo uno scenario unico che poche candidature possono vantare.

Il progetto del Nord-Ovest si distingue anche per una visione moderna e sostenibile: un’Olimpiade diffusa, distribuita su più territori e supportata da una rete infrastrutturale già esistente, tra alta velocità ferroviaria, aeroporti internazionali e collegamenti efficienti.
La sfida, naturalmente, sarà serrata. Ma la combinazione tra esperienza, innovazione e attrattività turistica potrebbe rappresentare la carta vincente. Torino e il Piemonte, insieme alle regioni partner, puntano a riportare i cinque cerchi in Italia, questa volta in versione estiva, con un modello organizzativo che guarda al futuro senza dimenticare il valore delle proprie radici.