Torino, termovalorizzatore del Gerbido. Informazioni e opinioni

10 / 05 / 2012 – Il nostro pensiero va alle due vittime degli incidenti mortali nel cantiere del termovalorizzatore del 3 e del 31 marzo: Antonio Carpini e Cosimo Di Muro. E ai feriti e alle loro famiglie. Così Marco Grimaldi, presidente della Commissione Ambiente.

22 / 04 / 2011 – Il Presidente di TRM (Trattamento Rifiuti Metropolitani) Giuseppe Marsaglia: “Il 31 dicembre 2011 si arriverà al completamento del 60% della costruzione”.

Nei prossimi mesi, all’interno del camino saranno realizzate le strutture metalliche destinate a sorreggere le quattro canne fumarie. (Fonte Trattamento Rifiuti Metropolitani)

Termovalorizzatore del Gerbido, Torino
  • Sandra
    Per fortuna che li vicino c’è l ospedale San Luigi cosi dopo un po di anni che respiriamo veleno cancerogeno possiamo andare a curarci nell’ottimo centro di oncologia. L unica cosa che possiamo fare e smettere di fare la raccolta differenziata tanto se questo è il risultato penoso che presto vedremo e respireremo tanto vale.
  • Cittadino Informato
    Meno male che prima che entri in funzione questo mostro c’è ancora un po’ di tempo utile per scappare da Torino. Arrivederci. io me ne vado.
  • Paolo
    Leggete gli articoli del Chimico Paul Connet sugli inceneritori: ogni 3 tonnellate bruciate viene creata all’incirca 1 tonnellata di polveri ultrasottili non eliminabili. Quand’anche la cifra fosse inferiore, il principio degli inceneritori è lo stesso: riversare nell’aria che respiriamo le discariche. Danni inimmaginabili alla salute pubblica non verificabili dopo 1 mese, ma solo dopo alcuni anni, per cui il problema sarà di quelle persone che si ammaleranno, dei bimbi/feti perché questi fumi sono particolarmente dannosi per i nascituri, ho visto un documentario su La7 di un bimbo nato vicino ad un inceneritore e ammalatosi di una malattia oscura. Stiamo per condannare la nostra Torino e alcuni di noi alle più pesanti malattie, con il benestare e con la voce “Ambiente” che campeggia sul sito di questi signori. E’ l’inizio per la fine di alcuni torinesi, soprattutto coloro che vivono attorno all’inceneritore.
  • Fabio – Vivo in corso Brunelleschi all’ottavo piano, esattamente sotto vento quando l’aria spira dal camino. Questa notte alle 4 mi ha svegliato un odore incredibile di gas chimico-bruciato-vai a sapere cosa. Ho dovuto ripararmi il naso con le lenzuola. Penso che facessero delle prove al termo-valorizzatore. Da quest’anno sono iniziati gli odori notturni, prima leggeri poi sempre più pesanti. Qualcuno ne sa qualcosa?
  • Per Fabio
    Quest’anno Torino è stata interessata da cattivi odori provenienti dalla zona ovest della città, pressi Pianezza, Collegno. Provi a contattare l’Arpa.
  • Fabiana
    Questo cancro-valorizzatore è una vergogna!!! e vi vantate anche dei tempi rispettati per la costruzione! avete chiesto ai cittadini delle zone limitrofe se sono d’accordo a respirare tutti questi veleni? nel resto d’Europa e negli usa sono stati banditi e voi ce lo propinate come di ultima generazione! vergogna ! anche io scapperò da Torino!
  • Anonimo per Fabiana
    In Europa sono attivi 354 impianti di termo-valorizzazione/incenerimento, in 18 nazioni (60 in Germania, 112 in Francia, 51 in Italia) – Fonte Wikipedia
  • Anonimo
    La tristezza più grande è aver pensato che Torino era una città dove regnava la legalità ah-ah-ah-ah-ah-ah quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti è un reato contro l’umanità ma nessuno di noi va in procura a denunciare,pensiamo solo che andare via sia la cosa migliore …si lo è… ma andare via senza aver fatto nulla è un’altra bella vigliaccata …ci lamentiamo del mondo, ma noi siamo il mondo e fino a quando non ce lo riprenderemo nulla cambierà… non possiamo scappare per sempre..
  • Marco
    Mi chiedo perché perché e perché sia possibile costruire un inceneritore (perché termo-valorizzatore è solo una presa in giro) a Torino , senza aver chiesto niente ai torinesi. VERGOGNATEVI.
  • Una persona delusa
    L’augurio è di riuscire a non farlo mai partire!
  • Paolo
    Contro la persona che indica che in Europa sono stati costruiti 354 termo-valorizzatori (termine solo italiano per cercare di rendere piacevole qualcosa che non lo è come la parola PREMIO quando si deve pagare l’assicurazione che inverte a livello psicologico l’idea di pagare e dunque fa vendere di più), deve considerare che solo noi italiani abbiamo il 7% della bolletta prelevato per essere investito in fonti rinnovabili tra cui solo da noi rientra la termo-valorizzazione. Inoltre, io ho uno stretto parente ammalato di Sarcoma a Torino e ho avuto modo di vedere bimbi a Candiolo ammalati di forme tumorali. Lei davvero crede che immettendo questi fumi nell’atmosfera la città ne trarrà beneficio? Non crede che avremmo potuto fare come il modello S. Francisco che ricicla fino all’80% la propria immondizia ridandole vita e facendo pure lucro su parte di questi rifiuti che partono per navi ad alimentare la riconversione in materie prime in tutto il mondo? Ripeto i danni delle nanoparticelle si vedranno dopo 5,10, 15 anni dal momento dell’accensione, quando l’opera eco-mostro anti-ecologico sarà finita, quando inizieranno ad ammalarsi le prime persone della zona e si riuscirà a valutare il fenomeno come avviene già in altri comuni italiani.
    Se medici firmano contro gli inceneritori, medici di Firenze, Modena, italiani, oncologi ne sconsigliano l’attivazione, lei non crede che una ragione deve pur esserci? Lei abita in una zona così salubre da essere così certo di non essere mai colto da tumore? Sa del fatto che i terreni colpiti e dunque il bestiame entro una certa area diventa contaminato come contaminato è chi produce? Cordiali saluti.
  • Augusto
    Vi siete mai chiesti tutti quale inquinamento proviene dagli scarichi degli aerei, dalle autostrade e dalle tangenziali,vie cittadine, che attraversano le nostre città, i cui veicoli rilasciano tonnellate di residui carboniosi, polveri di gomma, freni e frizioni,polveri tossiche e terribile ,che respiriamo e delle quali nessuno si lamenta… Per il TRM ci viene assicurato un controllo efficiente e costante, rendiamolo tale con una presenza massiccia e pragmatica.
  • Tiziano
    Per Anonimo e per Fabiana: quanti sono gli inceneritori in Gran Bretagna? (Risposta: 3 gli inglesi hanno fatto una scelta politica sicuramente ma a favore della salute dei propri cittadini).
  • Massimo
    Bisognerebbe pensare a riciclare la nostra spazzatura anziché bruciarla e poi respirarla , chiedo alle persone che credono in questi progetti se farebbero crescere i loro figli nelle loro vicinanze…
  • Massimo per Augusto
    Secondo l’articolo 216 del testo unico delle leggi sanitarie, gli inceneritori sono classificati come fabbriche insalubri di prima classe e come tali “debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni”.[69][70].
  • Anonimo
    Ho letto tutti i commenti. Non sono favorevole alla termo-valorizzazione dei rifiuti, ma: Tutti quelli che si oppongono praticano una raccolta differenziata spinta? Tutti quelli che si oppongono fanno qualcosa per costringere gli altri, il comune e i politici a prendere provvedimenti per incrementare in quantità e qualità la RD? Il termovalorizzatore sarà l’unica sorgente di emissione di Torino (e del mondo)? Secondo chi si oppone gli scarti della RD (materie termo-restringenti, plastiche sporche di prodotti alimentari) e altri rifiuti (siringhe, cerotti, assorbenti igienici, ecc) sono da inviare alla discarica (almeno in forma tal quale)? Secondo chi si oppone, i gas e le polveri che escono da una discarica sono molto più salubri (e le acque che possono contaminare i suoli, le falde e i mari)? Secondo chi si oppone, è bello consegnare ai nostri figli dei pacchetti regalo? Secondo chi si oppone, i roghi di Napoli (e non solo) , i rifiuti a fianco delle case, delle scuole, degli ospedali, delle industrie, non liberano diossine e altre porcherie? Secondo chi si oppone è giusto trattare gli scarti non facilmente riciclabili spendendo energia (fossile), acqua e sostanze chimiche senza magari produrre materi utili per il mercato? Non dico che sia una cosa bella, ne che sia l’unica soluzione (per gli scarti attualmente non riciclabili come materia), ma ricavare energia dove non si può ricavare materia mi sembra una cosa abbastanza razionale (e non solo a me, dato che è una scelta europea). comunque, prima di lamentarci, proviamo almeno a fare cambiare le cose dal lato della produzione di imballaggi e della raccolta differenziata (vi ricordo che RD e termovalorizzazione non si escludono assolutamente a vicenda).