Covid-19, Piemonte da zona rossa ad arancione

A breve il Governo dovrebbe comunicare quanto già si sta diffondendo tra politici e organi di stampa. Il Piemonte, insieme a regioni come la Lombardia e la Calabria, “da domenica 29 sarà in zona arancione“.

A riferirlo è il Presidente della Regione, Alberto Cirio, il quale ha aggiunto di averlo appreso dal ministro della salute Speranza.

Una notizia positiva che è il frutto di tanti sacrifici dei piemontesi e del grande lavoro dal nostro sistema sanitario. Questo è un passo importante perché permetterà a molte nostre attività commerciali di riaprire già da questa domenica, ma che dobbiamo vivere con grande senso di responsabilità“.

Un piccolo spiraglio per il tessuto commerciale del territorio, che però tutti i piemontesi dovranno impegnarsi a tenere aperto “Non possiamo sprecare questo grande sforzo, non possiamo permetterci di tornare indietro. La strada è quella giusta, continuiamo a percorrerla insieme con senso di responsabilità e prudenza“.

Parole che donano un po’ di misurato ottimismo, come è giusto che sia.

Dunque il Piemonte passa da “Zona rossa” a “Zona arancione”. Cosa cambia?

Diciamo subito che non saranno comunque consentiti spostamenti “liberi”. Non si potrà uscire dalla Regione, ma neanche dal proprio Comune, a meno che, come al solito, non si presentino situazioni di lavoro, studio, salute o di necessità.
La differenza sostanziale è che ci si potrà muovere all’interno del proprio Comune (in zona rossa è possibile solo per necessità).

Rimarrà il divieto di circolazione dalle 22.00 (di sera) alle 05.00 (del mattino). Ristoranti (come in zona rossa) solo con asporto e consegna a domicilio. Centri commerciali aperti (ma chiusi nel fine settimana, tranne farmacie, parafarmacie, supermercati, tabaccherie, edicole). Musei ancora chiusi, così come piscine, palestre, teatri, cinema, centri sportivi.

Scuole 2° e 3° media ancora chiuse.

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